SCHEDA LIBRO
- Titolo originale: Grammar of an edit
- Titolo italiano: La grammatica del montaggio
- Autore: Christopher J. Bowen
- Categoria: Crescita personale
CAPITOLO 1 – INTRODUZIONE ALL’EDITING VIDEO
PROCESSO DELLA CREAZIONE DI UNA STORIA
Prima di creare il video hai in mente più o meno la storia, poi c’è la fase della scrittura della storia che hai in mente, successivamente registri le clip e alla fine monti le clip seguendo la grammatica del montaggio, in modo che raccontino quella storia.
BREVE STORIA DEL MONTAGGIO VIDEO
Più di 100 anni fa si usavano le cineprese a manovella e venivano utilizzate pellicole in plastica che permettevano di girare solo pochi secondi di video.
Infatti venivano registrati dei brevi girati sulla vita di tutti i giorni.
La tecnologia si sviluppò in fretta e le pellicole diventarono più lunghe permettendo di registrare per più tempo, per questo si svilupparono tecniche più sofisticate per girare le scene.
Se prima il montatore doveva assemblare e tagliare pochi secondi di pellicola con il tempo il lavoro è diventato sempre più complesso, richiedendo una conoscenza più approfondita della grammatica del montaggio.
CHE COS’È IL MONTAGGIO VIDEO ?
Montare vuol dire assemblare le clip individuali in modo da formare una storia coerente.
Prima venivano tagliate le pellicole con delle forbici o lame e poi unite insieme con della colla o una giuntatrice.
FATTORI CHE INFLUENZANO LE SCELTE EDITORIALI
Il primo fattore è che tipo di medium vuoi utilizzare come: pellicola, nastro o software video-editing digitali.
Trovare qualcuno che monti video su pellicola o nastro è molto difficile, costoso e ci vuole molto più tempo rispetto a farlo in digitale con i software di montaggio.
Per creare una buona storia non serve un software complesso basta uno semplice.
Ricorda che avere un buon computer e un buon software di montaggio è utile per migliorare.
Il secondo fattore è che tipo di video stai montando: documentario, corto, video musicale.
Ogni formato di video ha tempi, effetti speciali, transizioni, durata, budget e complessità differenti.
MANIPOLAZIONE DEGLI SPETTATORI
Ogni formato video ha ritmi diversi e tu devi essere in grado di suscitare delle emozioni e voler far scoprire di più allo spettatore.
Ad esempio i video di tiktok divertenti devono essere montati in modo da favorire dei tempi comici giusti.
Un altro fattore importante è la creatività perché ti permette di creare cose diverse e innovative.
WORKFLOW E ORGANIZZAZIONE
- ACQUISIZIONE: Devi avere tutti i file multimediali come video e audio del progetto su cui stai lavorando.
- ORGANIZZAZIONE: Tutti i file che hai ottenuto devono essere sistemati e ordinati in delle cartelle creando delle categorie.
Devi anche essere in grado di adattare l’organizzazione se dovrai lavorare in determinate strutture di post produzione, perché avranno i loro modi per organizzare.
- REVISIONA E SELEZIONA: Guarda tutto il materiale e prendi nota o metti da parte i migliori elementi per il progetto.
Non eliminare gli elementi peggiori perché non si sa mai se servirà.
Alcuni montatori creano un filato master con tutte le clip buone così da poter selezionare più velocemente le scene migliori senza dover aprire ogni clip.
- ASSEMBLARE: Edita le migliori scene da te selezionate precedentemente e crea lo scheletro della storia con quelle clip.
Se devi montare qualcosa che ha un copione, utilizzalo per seguire il filo della storia, montando le clip adatte per quella scena.
- TAGLIO GREZZO: Consiste nel tagliare le parti delle clip che rallentano la storia in modo da ottenere una buona struttura di base che scorre con fluidità.
- TAGLIO PRECISO: Hai rielaborato il materiale abbastanza volte fino ad aver ottenuto una storia che ti soddisfa perché ha il giusto ritmo.
- BLOCCO IMMAGINI: Quando tutti gli elementi visivi sono apposto
e hai aggiunto tutti gli elementi secondari come: titoli, musiche, effetti sonori…
- FINALE: È arrivato il momento di lavorare sulle immagini ad alta risoluzione e quindi disattiva il proxy. Questo serve per fare un ottimo color grading cioè modificare i colori delle immagini. Sistema anche eventuali problemi che possono essersi creati.
- ESPORTAZIONE: Il lavoro è completato quindi devi esportare il file nella risoluzione che desideri e poi crea una copia del file da mettere su un hard-disk esterno o in cloud per essere sicuro di non perderlo.
TRANSIZIONI TRADIZIONALI
Ci sono 4 modi principali per creare una transizione tra una clip all’altra:
- CUT (TAGLIO), è un passaggio istantaneo tra una clip e l’altra
- DISSOLVENZA, un cambio graduale tra una clip e l’altra.
- WIPE (TENDINA), è una linea, che avanza con una certa angolazione, o una forma geometrica, si sposta sullo schermo rimuovendo l’immagine dell’inquadratura appena terminata e contemporaneamente rivelando l’inquadratura successiva dietro la linea o forma in movimento.
- FADE (DISSOLVENZA A NERO), è un cambiamento graduale da uno schermo pieno di colori (tipicamente nero) a un’immagine completamente visibile noto come FADE IN o dissolvenza in apertura.
Un cambiamento graduale da un’immagine completamente visibile a uno schermo pieno di colori solidi (tipicamente nero), noto come FADE OUT o dissolvenza in chiusura.
CONSIGLI CAPITOLO 1
- PRESTA ATTENZIONE AI MEDIA E AL PROGETTO, devi organizzare il lavoro mettendo le cartelle nel giusto ordine e rinominarle in modo da capire cosa metterci all’interno, una buona pratica è quello di rinominare i file della cartella footage mettendoci anche la data, così capisci quale file è più recente.
- IMPARA AD UTILIZZARE LE SHORTCUT DA TASTIERA, impara le shortcut più utili per te, se vuoi puoi modificarle. Questo serve per essere più veloce.
- ORGANIZZA LE TRACCE NELLA TIMELINE, se organizzi le tracce video e audio nella timeline in modo che contengano risorse particolari, sai sempre dove posizionare le cose.
Ad esempio, nelle tracce V1 e V2 metti i video di produzione, nella V3 la grafica e nella V4 puoi mettere i titoli. Dal punto di vista audio, puoi posizionare tracce di produzione audio sincronizzate su A1 e A2, narrazione fuori campo su A3 e A4, clip ambientali (NATS) su A5 e A6, tracce musicali da A7 a A10, SFX su A11 e A12, ecc.
- MANTIENI IL ROUGH CUT (TAGLIO GREZZO) LUNGO, fin dall’inizio, dovresti includere tutto, dalle immagini alle tracce audio che ritieni possa aiutare a mostrare/raccontare adeguatamente la storia.
Questa fase puoi anche sorvolare se devi montare un video molto corto di pochi secondi e se ti hanno dato poco tempo per montarlo.
- RIVEDI OGNI MODIFICA, quando montate delle parti o il video intero, devi riguardarlo per non perderti degli errori o per capire se il ritmo è corretto.
Guardare ogni singola modifica potrebbe richiedere del tempo durante questa fase, ma è necessario valutare frequentemente i tuoi progressi.
Dopo aver completato un’intera scena, sarebbe saggio guardarla fino in fondo dall’inizio alla fine e annota tutti i momenti che sembrano richiedere maggiore attenzione.
Anche i progetti che hanno tempi di consegna molto rapidi richiederanno la modifica e processo di revisione. Fai del tuo meglio entro i limiti di tempo.
- CHIEDI FEEDBACK DURANTE LA MODIFICA DEL FILMATO, occhi nuovi di altre persone possono aiutarti a vedere i punti deboli che oggettivamente non potevi più notare. Le parti a cui ti sei affezionato potrebbero non essere effettivamente adatte alla storia generale.
- RIGUARDA IL FILMATO MODIFICATO DOPO UN PO’ DI TEMPO, quando monti lo stesso video per molto tempo diventa facile rendersi ciechi di fronte a modifiche che non funzionano o a intere sezioni che potrebbe funzionare meglio in un’altra posizione all’interno della sequenza.
Quindi dovresti prenderti una pausa di 1-2 giorni o anche di più per dimenticare delle parti e il ritmo del filmato.
Questa cosa non è consigliata farla se il filmato è molto corto e/o semplice da montare, dipende anche dalle scadenze che ti hanno dato.
- DUPLICA LE SEQUENZE PRIMA DI APPORTARE DELLE MODIFICHE IMPORTANTI,
piuttosto che tenerne una versione della tua sequenza che cambi costantemente cercando di arrivare alla modifica finale, è preferibile copiare, duplicare o ripetere la sequenza in modo da mantenere un archivio dei tuoi progressi nel tempo.
Ogni applicazione software di editing video dovrebbe consentire a un montatore di creare una copia della sequenza in costruzione nel progetto. Alcuni editor aggiungono cose come “_v1” o “_v16” al nome della sequenza per tenere traccia della cronologia delle versioni. Altri taggano la data alla fine del nome, ecc. In questo modo, se tu (o il cliente) non siete soddisfatti della direzione in cui sta andando una particolare sezione della sequenza, è facile aprire una versione archiviata più vecchia e sostituire le parti nella versione più recente secondo necessità.
ESERCIZI CAPITOLO 1
- Guarda qualsiasi film, programma televisivo o di servizi di streaming o video web con l’audio disattivato. Prendi nota di ciò che vedi riguardo a qualsiasi cosa abbia a che fare con le immagini, ad esempio la frequenza con cui l’immagine cambia e quanti tipi diversi di immagini vengono utilizzati per mostrare il programma. Cosa noti nell’uso dei colori e nelle scene luminose rispetto a quelle scure? Vengono utilizzati elementi grafici (come foto, titoli o grafica in movimento)? Quando vengono utilizzati e per quale scopo, secondo te? L’importante è osservare e analizzare quali tipi di informazioni visive ti vengono mostrate e quando e come vengono mostrate.
- Prova lo stesso film, spettacolo o video dell’Esercizio 1 una seconda volta, ma distoglie lo sguardo dalle immagini o disattiva il monitor visivo e ascolta solo l’audio. Prendi nota di ciò che senti, come la qualità dei suoni, la quantità dei suoni, se c’è musica e quando. Secondo te, i suoni che senti supportano la storia o il messaggio del video? Se é cosi, come? La “narrativa” ha senso come esperienza solo audio?
- Se hai già un progetto di editing sul tuo computer, aprilo e osserva come hai organizzato i tuoi contenitori/cartelle/clip/sequenze, ecc. Se non trovi molta organizzazione, scopri cosa potresti fare per raggruppare o organizzare meglio le tue risorse video e audio, sia sui tuoi dischi rigidi che all’interno del tuo progetto di editing. Hai effettuato un backup dei file sorgente originali, magari su un archivio cloud, una chiavetta USB o un disco rigido rimovibile?
- Pensa al tuo progetto di editing più recente e traccia tutte le fasi della post-produzione (come descritto in questo capitolo) che hai attraversato. Hai avuto un flusso di lavoro diverso? Cosa potresti provare di diverso nel tuo prossimo progetto? Quali passaggi hai eseguito che non sono stati menzionati nel nostro elenco?
CAPITOLO 2 – CAPIRE IL MATERIALE VISIVO
LE PRINCIPALI INQUADRATURE
Un montatore deve conoscere le principali inquadrature, questo serve per conoscere le terminologie della produzione di un video:
– DETTAGLIO o PARTICOLARE [EXTREME CLOSE-UP (XCU/ECU)]
– PRIMISSIMO PIANO (PPP) [BIG CLOSE-UP (BCU) (UK)/“choker” (US)]
– PRIMO PIANO (PP) [CLOSE-UP (CU)]
– MEZZA FIGURA (MF) [MEDIUM CLOSE-UP (MCU)/ bust shot]
– PIANO MEDIO (PM) [MEDIUM SHOT (MS)/ mid-shot]
– CAMPO MEDIO (CM) [MEDIUM LONG SHOT (MLS)/ medium wide shot (MWS)]
– TOTALE (TOT) o CAMPO TOTALE (CT) [LONG SHOT (LS)/ wide shot (WS)]
– CAMPO LUNGO (CL) [VERY LONGO SHOT (VLS)/ very wide shot (VWS)]
– CAMPO LUNGHISSIMO (CLL) [EXTREME LONG SHOT (XLS/ELS)/ extreme wide shot (XWS/EWS)]
– INQUADRATURA CON 2 PERSONE [TWO-SHOT (2-SHOT/28)]
– SOPRA LA SPALLA [OVER THE SHOULDER SHOT (OTS/OSS)]
DESCRIZIONE DELLE INQUADRATURE
- DETTAGLIO o PARTICOLARE: Il particolare è l’inquadratura di una piccola parte del corpo umano, invece il dettaglio è l’inquadratura di un elemento di piccole dimensioni, ma a differenza del particolare il dettaglio non mostra una parte del corpo umano ma un oggetto.
Il pubblico non ha un contesto in cui collocare la parte del corpo o l’oggetto ripreso perchè non ci sono punti di riferimento esterni per via della troppa vicinanza.
Per dare un contesto è utile che l’oggetto o persona con una ripresa dettagliata sia mostrata prima o dopo un’inquadratura più ampia.
Di solito questa inquadratura viene usata per i documentari e video musicali.
Le principali preoccupazioni dell’editor? La messa a fuoco, soprattutto se la telecamera è in movimento e questi video possono soffrire di scarsa qualità o immagini difficili da decifrare di soggetti sconosciuti e ingranditi.
- PRIMISSIMO PIANO (PPP): Il viso umano occupa quanto più spazio possibile nell’inquadratura e l’immagine mostra chiaramente le caratteristiche principali di occhi, naso e bocca. La parte superiore dell’inquadratura è appena sopra le sopracciglia e quella inferiore è appena sotto le labbra o il mento.
Questa inquadratura è intima perché ogni dettaglio del viso è visibile (quindi anche le emozioni), è poco tollerabile un movimento della testa del soggetto perché esce dall’area di messa a fuoco.
Preoccupazioni dell’editore? Può succedere che le labbra inferiori/bocca che scendono sotto il bordo inferiore dell’inquadratura se il soggetto parla.
Questa inquadratura viene utilizzata maggiormente in modo statico perché è difficile mantenere l’inquadratura con il giusto focus.
Potrebbe essere meglio inserire una ripresa di reazione non parlata per rivelare risposte facciali immediate e chiare del soggetto che indicano visivamente pensiero ed emozione, ecc.
Quasi tutti gli interpreti indossano una sorta di trucco per abbellire o migliorare le loro caratteristiche facciali. Un’inquadratura così ravvicinata (in UHD 4K) potrebbe essere compromessa da un trucco applicato in modo improprio (o eccessivo).
- PRIMO PIANO (PP): si inquadra principalmente il viso, ma può tagliare la parte superiore dei capelli del soggetto. Il fondo dell’inquadratura può iniziare ovunque appena sotto il mento o, più tradizionalmente, con il collo e una parte della spalla superiore visibile.
I dettagli del viso sono chiaramente visibili come le espressioni e i dettagli del volto.
L’inquadratura più ampia nella parte inferiore dell’inquadratura permette un maggiore movimento della mandibola inferiore mentre il soggetto parla (a differenza PPP). Un soggetto non umano riempirà l’inquadratura e dovrebbe essere facilmente riconoscibile e identificabile.
Serve per mostrare chi, ma non tanto dove o quando.
Le principali preoccupazioni dell’editor?
Se viene utilizzato uno stile di ripresa oggettivo (cioè la telecamera riprende il soggetto come se fosse una terza persona che osserva la scena) gli occhi dell’interprete guardano fuori dall’inquadratura nella direzione corretta, corrispondente al contesto dello spazio del film nelle inquadrature più ampie di questo personaggio? Se si utilizza uno stile di ripresa soggettivo (come per un vlogger oppure un POV cioè la telecamera riprende dal punto di vista del soggetto come una prima persona), gli occhi dell’interprete guardano direttamente nell’obiettivo (collegandosi con il pubblico) o semplicemente in modo imbarazzante fuori dall’asse dell’obiettivo (non collegandosi con nulla)?
- MEZZA FIGURA (MF): A volte chiamato “two-button” (due-bottoni) per l’inquadratura stretta che taglia al petto, più o meno dove vedresti i primi due bottoni di una camicia. Taglia qualsiasi braccio visibile sopra l’articolazione del gomito. Il fondo del inquadratura può essere leggermente diverso per uomini o donne, a seconda del costume e degli attributi fisici.
Questa inquadratura fornisce molte informazioni sul soggetto e si può utilizzare un po’ di movimento del corpo e della testa.
Le azioni o gli oggetti nell’ambiente circostante dovrebbero avere poca o nessuna importanza.
Riesci a capire delle informazioni generali sul dove e quando a seconda dell’illuminazione.
Le principali preoccupazioni dell’editor?
La figura umana è a sinistra del inquadratura, a destra del inquadratura o al centro? Viene mantenuta la continuità della direzione dello schermo? Il background compete troppo con il soggetto? La profondità di campo per la regione “a fuoco” è troppo grande?
- PIANO MEDIO (PM): L’inquadratura taglia la figura umana vicino alla vita o alla linea della cintura.
Il busto umano è il più prominente nell’inquadratura e si vedono chiaramente i vestiti e il volto del soggetto.
Attenzione al soggetto che rompe l’inquadratura (quando una parte del corpo dell’attore tocca o si muove oltre il bordo stabilito del fotogramma).
Mostra certamente chi e fornisce anche dettagli generici su dove (dentro o fuori, appartamento, negozio, foresta, ecc.) e quando (giorno o notte, stagione).
Le principali preoccupazioni dell’editor? Oltre ai movimenti del soggetto che rompono l’inquadratura, fai attenzione a far corrispondere lo spazio sopra la testa e lo spazio di sguardo (noto anche come spazio del naso) nelle riprese di copertura della scena di dialogo che devono essere giustapposte nella sequenza.
- CAMPO MEDIO (CM): L’ambiente circostante occupa più spazio rispetto al soggetto.
L’inquadratura taglia la gamba appena sotto o appena sopra il ginocchio, dipende da dove inquadrare la gamba che dipende dal costume o da movimento del corpo del soggetto.
Il soggetto è chiaramente visibile e anche l’ambiente circostante che gioca un ruolo chiave mostrando informazioni importanti.
Mostra chi, dove e più o meno quando.
Le principali preoccupazioni dell’editor? Tieni d’occhio le gambe del soggetto e il costume (specialmente quando il soggetto è in movimento). C’è un aspetto di quegli elementi che distrae? Allo stesso modo, c’è una sorta di “pezzo” di oggetto vagante che aleggia appena all’interno del fondo dell’inquadratura? Potrebbe essere possibile ingrandire leggermente l’immagine per rimuovere questi dalla vista.
- TOTALE (TOT) o CAMPO TOTALE (CT): il soggetto è ancora visibile, si inquadra spesso i piedi appena sopra il fondo dell’inquadratura e la testa appena sotto la parte superiore dell’inquadratura. Si riescono a vedere i movimenti e le espressioni facciali generali, ma mancano i dettagli significativi del volto.
Una discreta parte dell’ambiente circostante è visibile.
Mostra dove, quando e chi.
Le principali preoccupazioni dell’editor? Con il viso così piccolo nel fotogramma, cerca di non usare il TOT per evidenziare l’emozione espressa dal viso, ma dovrebbe andare bene se i movimenti generali del corpo del soggetto vengono utilizzati per trasmettere chiaramente quello stato d’animo.
Poiché l’intero corpo è visibile, il pubblico può rilevare uno squilibrio nella continuità quando il prossimo scatto di questo soggetto viene montato sullo schermo.
- CAMPO LUNGO (CL): La figura umana è visibile ma si possono osservare solo generalità di razza, abbigliamento, capelli e comportamento fisico. L’ambiente all’interno dello spazio del film domina gran parte dello schermo e può essere realizzato in luoghi di ripresa interni abbastanza larghi e lunghi come l’interno di un set nello studio.
Mostra dove, quando e chi (ma di solito sono troppo piccoli per vedere dettagli reali)
Le principali preoccupazioni dell’editor?
Il soggetto si perde tra gli elementi di sfondo nell’inquadratura? La composizione del fotogramma incorpora abbastanza informazioni visive da essere utile al pubblico?
- CAMPO LUNGHISSIMO (CLL): Viene utilizzato maggiormente per le riprese in esterni o in location interne ampie.
Mostra dove (città, montagna, deserto ecc.) e può mostrare quando (giorno, notte, estate, passato ecc.)
Le figure umane sono così piccole che sono indistinguibili.
Principali preoccupazioni dell’editore?
Dovrebbe essere in piano, è così?
Dato il numero potenzialmente elevato di oggetti visibili, c’è un oggetto che non dovrebbe essere presente in questa ripresa (esempio: un cartellone pubblicitario per un prodotto o un’attività commerciale inappropriati)?
- INQUADRATURA CON 2 PERSONE: Contiene due soggetti che generalmente sono rivolti verso la fotocamera (ma non direttamente verso l’obiettivo) o sono rivolti l’uno verso l’altro e sono visti di profilo o di 3/4 di profilo.
Per vedere i volti di entrambi i soggetti in un’inquadratura a due molto stretta, si dovrebbe “favorire” un corpo prima dell’altro, sovrapponendo letteralmente le persone all’interno dell’inquadratura. Viene privilegiata la persona più vicina alla macchina fotografica e vista interamente dall’osservatore. Non è necessaria alcuna sovrapposizione se si tratta di un profilo a due inquadrature, come nel caso di un bacio, di un ballo lento o di pugili prima di un incontro.
L’aggiunta di persone crea un’inquadratura a tre (3-shot), un’inquadratura di gruppo o un’inquadratura di folla, a seconda del numero di individui raggruppati nell’inquadratura. L’inquadratura sarà più ampia per le persone aggiunte alla composizione e i corpi dovranno essere sfalsati nella profondità dell’inquadratura.
Principali preoccupazioni del montatore? Poiché ora abbiamo due o più persone nell’inquadratura, diventa difficile far coincidere sempre la continuità dell’azione, la linea degli occhi, ecc. quando si passa ad altre inquadrature di copertura delle stesse persone in questa scena.
- SOPRA LA SPALLA: Una speciale inquadratura a due in cui un soggetto è favorito, rivolto verso la fotocamera (inquadratura a sinistra o a destra) e l’altro soggetto è girato di spalle verso la fotocamera sul lato opposto dell’inquadratura. Il soggetto non favorito crea una forma a “L” sul bordo e sul fondo dell’inquadratura con la parte posteriore della testa e delle spalle, da cui il nome. La fotocamera scatta al di sopra della spalla di un soggetto per inquadrare il volto dell’altro soggetto in modo che lo spettatore possa vederlo.
Spesso è utile avere una profondità di campo ridotta, in modo che la parte del soggetto di spalla visibile nell’angolo dell’inquadratura sia un po’ sfocata, mentre il volto del soggetto favorito è ben a fuoco. Una parte posteriore della testa ben messa a fuoco potrebbe distrarre il pubblico. Se necessario, gli effetti opachi e di sfocatura del software di editing possono aiutare a risolvere questo problema.
Principali preoccupazioni dell’editore? Potrebbe essere necessario inserire l’audio di una buona ripresa ravvicinata per il soggetto che dà le spalle alla telecamera. Poiché la bocca non è visibile, la sincronizzazione esatta non è un problema, ma fate attenzione al movimento della testa e/o della mascella in combinazione con la traccia vocale alternata.
CATEGORIE DI INQUADRATURE
Le inquadrature descritte prima fanno parte della categoria INQUADRATURE SEMPLICI.
Queste si evolvono in altre due categorie:
– INQUADRATURE COMPLESSE
– INQUADRATURE IN SVILUPPO
4 COMPONENTI BASE PER DELL’INQUADRATURA
- OBIETTIVO; Oltre agli spostamenti del piano critico di messa a fuoco, gli elementi in vetro dell’obiettivo si muovono durante la ripresa? L’obiettivo altera le sue caratteristiche di raccolta della luce durante la ripresa?
mentre si registra la ripresa? Il movimento dell’obiettivo, o l’alterazione ottica del
dell’angolo di campo, si può ottenere solo quando si utilizza un obiettivo zoom (o un obiettivo varifocale) con una fotocamera ferma.
con una fotocamera fissa. È quindi necessario determinare se durante la ripresa si verifica una variazione di zoom o di io lunghezza focale durante la ripresa.
- FOTOCAMERA; L’intero corpo macchina si muove durante l’inquadratura? In sostanza, si tratta di un’azione panoramica o di inclinazione mentre la telecamera registra l’inquadratura?
Il supporto della fotocamera (testa del treppiede) deve consentire questi cambiamenti di assi orizzontali e verticali, ma il supporto della telecamera (piedi del treppiede) o non sarebbe in movimento.
- MONTATURA/SUPPORTO; Il montaggio o il supporto della telecamera sposta fisicamente la telecamera sul set o sul luogo durante una ripresa? In uno studio televisivo, la telecamera è montata su un piedistallo che può alzarsi (alzare l’altezza della telecamera) o abbassarsi (abbassare l’altezza della telecamera) e rotolare sul pavimento liscio. Su un set cinematografico, la telecamera può essere montata su un dolly mobile su binari o su un carrello scorrevole: Per (per spostamenti con granchi o camion), attaccata a una gru o a un braccio a bandiera, a un drone, sospesa a cavi o trasportata con un dispositivo cardanico di stabilizzazione del movimento o una Steadicam, ecc.
- SOGGETTO; Il soggetto ripreso si muove durante la ripresa? Il soggetto può essere una persona o più persone, un animale, un oggetto animato (qualcosa di non vivente in grado di muoversi) o un oggetto inanimato (qualcosa che non si muove da solo, come un mattone o uno scrigno dei pirati).
oggetto inanimato (qualcosa che di solito non si muove da solo).
3 CATEGORIE DI INQUADRATURE CHE CONTENGONO UNO O PIU’ DEI 4 ELEMENTI
Queste tre categorie di base sono inquadrature semplici, inquadrature complesse e inquadrature in sviluppo.
- INQUADRATURE SEMPLICI;
– Nessun movimento dell’obiettivo ✗
– Nessun movimento della fotocamera ✗
– Nessun movimento della montatura ✗
– Semplice movimento del soggetto ✓
Non prevedono cambi di lunghezza focale (zoom). Non hanno panoramiche o inclinazioni. Non mostrano alcun movimento del corpo macchina, come nel caso di un dolly o di un gimbal stabilizzatore. Tuttavia, mostrano il soggetto che si muove in modo semplice sullo schermo, in piedi, seduto, gesticola, ecc.
- INQUADRATURE COMPLESSE;
– Movimento dell’obiettivo ✓
– Movimento della fotocamera ✓
– Nessun movimento della montatura ✗
– Movimento semplice del soggetto ✓
Una ripresa complessa può contenere:
– Una panoramica (orizzontale).
– Un’inclinazione (verticale).
– Una panoramica e un’inclinazione (movimento diagonale dell’obiettivo verso l’alto o verso il basso).
– Movimento dell’obiettivo (zoom o messa a fuoco).
– Movimento dell’obiettivo e panoramica (nascondere uno zoom facendo contemporaneamente una panoramica della fotocamera).
– Movimento dell’obiettivo e inclinazione (nascondere uno zoom inclinando contemporaneamente la fotocamera).
– Movimento del soggetto e panoramica per seguire l’azione.
– Movimento del soggetto e inclinazione per seguire l’azione.
Se uno scatto contiene una qualsiasi combinazione dei tre elementi attivi (movimento dell’obiettivo, movimento della fotocamera o semplice movimento del soggetto), allora può essere considerato uno scatto complesso.
Meglio che inizi con un’inquadratura iniziale statica, passi attraverso il suo movimento e si concluda con un’inquadratura finale statica. I fotogrammi statici iniziali e finali di queste inquadrature pan e tilt sono molto importanti per l’editor. Potrebbe essere difficile tagliare da un’inquadratura statica a un’inquadratura già in movimento, o tagliare da un’inquadratura in movimento a un’inquadratura statica.
- INQUADRATURE IN SVILUPPO;
– Movimento dell’obiettivo ✓
– Movimento della fotocamera ✓
– Movimento del supporto ✓
– Movimento del soggetto più complesso ✓
Contine il movimento di tutti e quattro gli elementi, per questo le riprese sono difficili da fare.
I soggetti possono muoversi in complicati schemi di blocco sul set, la macchina da presa viene spostata seguendo l’azione, l’obiettivo può essere rimesso a fuoco o magari zoomato ecc.
Molto probabilmente inizieranno e termineranno con fotogrammi statici, ma la parte centrale potrebbe essere un miscuglio di azioni. Osservate la corretta messa a fuoco, la buona inquadratura e i movimenti fluidi.
RIFLESSIONI FINALI PARTE 2:
Quando i redattori si siedono sulle loro sedie per iniziare a lavorare su un progetto, di solito non sanno come sarà il materiale che hanno il compito di modificare.
Comprendere il linguaggio visivo dei tipi di ripresa di base ed essere in grado di classificare rapidamente gli stili di ripresa del regista o del direttore della fotografia farà girare le ruote creative nella mente del montatore.
CONSIGLI CAPITOLO 2:
– IN UN DIALOGO A 3 FARE ATTENZIONE A TAGLIARE DA UN’INQUADRATURA A 2 A UN’ALTRA INQUADRATURA A 2:
Perché è possibile che il personaggio centrale sembra saltare da un lato all’altro dello schermo.
Un’inquadratura ripresa dalla posizione della telecamera 1 mostra il personaggio centrale (il personaggio B) sul lato destro dello schermo e il personaggio A su quello sinistro. Se ora si taglia su un’altra inquadratura a due dalla posizione della telecamera 2, questa inquadratura mostrerà il personaggio B sulla sinistra dello schermo. mostrerà il personaggio B sul lato sinistro dello schermo, con il personaggio C sul lato destro. Si tratta di un salto di inquadratura per il personaggio B e può interrompere il flusso visivo delle inquadrature, causare una trappola di continuità o confondere il pubblico.
SOLUZIONE: Se sono disponibili altre inquadrature di copertura, tagliate invece su un’unica inquadratura di una persona.
Per esempio, tagliate da un’inquadratura a due dei personaggi A e B a un primo piano medio del personaggio C. Oppure, al contrario, tagliate da un primo piano medio del personaggio A a un’inquadratura a due dei personaggi B e C.
Si può anche tagliare su un’inquadratura ampia dell’intero trio tra le due inquadrature, a condizione che ci sia un’adeguata continuità.
– MONTAGGIO DI UN’INQUADRATURA AMPIA APPENA POSSIBILE DOPO UNA SERIE DI RIPRESE RAVVICINATE IN UNA SCENA DI GRUPPO:
Perché per il pubblico può dimenticare la posizione esatta dei soggetti nello spazio, per questo bisogna aggiungere un inquadratura più ampia.
Fate attenzione a montare un’intera sequenza con soli primi piani, a meno che non sia necessario. necessità di farlo.
L’eccezione riguarda casi in cui il luogo o la scena sono ben noti al pubblico, come ad esempio il set principale di un programma televisivo popolare.
– TAGLIO SU UN’INQUADRATURA RAVVICINATA DI UN NUOVO SOGGETTO MENTRE ENTRA IN SCENA:
Serve per far capire al pubblico chi è quel soggetto.
Sostieni la comprensione della storia da parte del pubblico ricordando loro eventi e persone attraverso inquadrature più ravvicinate che forniscano i dettagli necessari.
ECCEZIONE: quando il soggetto è solo una comparsa, ha bisogno di un’introduzione ritardata per motivi comici o deve essere tenuto segreto per scopi narrativi.
– USA UN’INQUADRATURA DI BASE PER IMPOSTARE LA POSIZIONE DI UNA NUOVA SCENA:
Al pubblico non solo piace sapere cosa sta succedendo in una nuova scena, ma anche dove sta accadendo.
Quindi usa inquadrature ampie.
ECCEZIONE: Si può optare, per motivi creativi, di non mostrare un’inquadratura iniziale ma piuttosto di tagliare direttamente la scena, magari in un’inquadratura ravvicinata di qualche elemento all’interno del set.
Se la scena viene mostrata in inquadrature ravvicinate e sembra svolgersi in un luogo sconosciuto, l’inquadratura vera e propria potrebbe essere mostrata per ultima come una sorta di rivelazione e una sorpresa per il pubblico.
– USA PRIMI PIANI DEI SOGGETTI IN UNA SCENA PER OTTENERE IL MASSIMO EFFETTO EMOTIVO:
Perché con un’inquadratura ravvicinata si riesce a capire l’emozione che prova il soggetto.
Salva l’inquadratura ravvicinata del personaggio o dei personaggi per quando il pubblico trarrà il massimo beneficio dall’osservare i volti degli attori in modo così intimo.
Questo effetto sarà annacquato se si passa alle inquadrature ravvicinate troppo presto nello sviluppo di una scena o, forse ancora peggio, se si lascia che l’energia si dissipi tagliando troppo spesso l’inquadratura ampia.
ECCEZIONE: i documentari e le interviste ai soggetti saranno registrate per lo più in campi medi e ravvicinati.
– QUANDO SI TAGLIA SU UN PRIMO PIANO DI UN’AZIONE SELEZIONARE UNA VERSIONE DEL PRIMO PIANO IN CUI L’AZIONE È PIÚ LENTA:
Se l’azione del primo piano avviene alla stessa velocità di quella dell’inquadratura più ampia, allora la velocità dell’azione, come si vede nel primo piano, sembra più veloce, perché l’inquadratura è più stretta.
Speri che il regista abbia fornito un primo piano aggiuntivo con un’azione leggermente più lenta oppure puoi rallentare la scena con il programma di editing, ma non esagerare perchè si nota l’effetto.
ECCEZIONE: questa pratica non si applica alle inquadrature ravvicinate di macchinari in movimento.
– COMPRENDERE LE DIFFERENZE VISIVE TRA UN DOLLY-IN E UNO ZOOM:
Nello zoom l’obiettivo ingrandisce otticamente tutti gli elementi visivi all’interno dell’inquadratura e non cambia la prospettiva. Questo tipo di movimento può risultare innaturale per gli occhi di uno spettatore
Per risolvere questo problema prova ad usare un’inquadratura dolly-in (a volte chiamata truck-in o push-in) che crea un movimento più naturale che avrà un cambio di prospettiva. La fotocamera si avvicina al soggetto
Esempi di tali scatti includono:
- Un’inclinazione con uno zoom
- Una panoramica con uno zoom
- Un carrello a granchio con uno zoom
- Un piedistallo o un’elevazione del braccio con uno zoom, ecc.
ECCEZIONE: Puoi utilizzare lo zoom quando è molto lento l’ingrandimento così gli spettatori non se ne accorgono.
Uno zoom nei notiziari televisivi o in altri programmi, copertura sportiva o uno zoom utilizzato in uno scatto senza alcuno sfondo distinguibile (ad esempio, una parete bianca) potrebbe passare inosservato.
– ATTENZIONE ALLE INQUADRATURE CHE SI ALLONTANANO SENZA MOTIVO:
Un dolly track-out (a volte chiamato truck-out, pull-out o dolly-out) può spesso iniziare una scena per mostrare più della location o può segnalare la fine di una sequenza o di una scena. Può precedere sia un dissolvenza che un taglio ad un’altra scena o anche un fade-to-black.
Se il soggetto non compie nessun movimento e non si avvicina alla telecamera, è meglio non iniziare un track-out, perchè lo spettatore pensa che si muova da sola.
Nel caso non ci siano movimenti o dove i movimenti non sono esistenti nell’inquadratura precedente, vedi se la scena funziona ugualmente senza quell’inquadratura, perchè le inquadrature dolly costano molti soldi.
ECCEZIONE: Se il movimento libero della camera è stato già stabilito come parte dello stile del film,puoi usarlo. Oppure quando il movimento precede un salto narrativo nel tempo, nella location, o nel ritmo, o se è l’ultima inquadratura della produzione.
– SELEZIONA LA VERSIONE MIGLIORE DI UN PANORAMICA O DI UN INQUADRATURA CRAB DOLLY
I movimenti di dolly e le panoramiche sono difficili da registrare, quindi si esaminano le riprese che hanno un movimento fluido, un corretta messa a fuoco. Un movimento sconnesso e la cattiva composizione non sono piacevoli da guardare.
Cerca le migliori inquadrature possibili quando monti il video.
ECCEZIONI: Le inquadrature d’azione veloci o riprese a mano libera in cui la camera traballa e aggiunge pericolo o realtà alla scena.
– INIZIA E TERMINA OGNI INQUADRATURA PANORAMICA (PAN), INCLINATA (TILT) O DOLLY SU UN FOTOGRAMMA STATICO:
Tagliare un inquadrature in movimento ad una statica o tagliare da un’inquadrature in movimento ad un altra in movimento, può causare un effetto di taglio netto nello spettatore.
Devi iniziare e terminare ogni inquadratura con un fotogramma statico, così crerai un montaggio invisibile e il pubblico non se ne accorgerà.
ECCEZIONE: Se monti scene d’azione puoi tagliare da inquadratura in movimento ad un altra in movimento per mantenere il ritmo.
Se la velocità della telecamera e del soggetto non corrispondono o non sono simili, può causare un interruzione visiva per un cambio di ritmo.
– EVITA DI TAGLIARE LE PANORAMICHE E LE INCLINAZIONI CHE INVERTONO LA DIREZIONE NEL PUNTO DI TAGLIO:
La direzione dello schermo e il flusso del movimento hanno una continuità propria. Quando il movimento di un oggetto motiva una panoramica o un’inclinazione della camera in Inquadratura A e poi l’Inquadratura B inverte quel movimento dell’oggetto, si verificherà uno “scontro” visivo nel punto di taglio. Le direzioni saranno improvvisamente cambiate e lo spettatore sarà confuso.
Se non hai una direzione continua nelle riprese tra l’Inquadratura A e l’Inquadratura B, allora puoi o non usare l’Inquadratura B o inserire un’altra inquadratura tra le due per distrarre gli spettatori e ri-orientare il loro senso di movimento.
Puoi anche utilizzare un effetto di inversione per cambiare la direzione del movimento da sinistra a destra (se non compaiono testi o numeri sullo schermo durante l’inquadratura invertita).
ECCEZIONE: Si può usare per causare uno scontro visivo in una storia con temi contrastanti, film sperimentali, video musicali ecc..
ESERCIZI CAPITOLO 2
- Guarda il tuo film preferito o video preferito e prendi nota di quante inquadrature diverse si verificano.
Quale inquadratura viene utilizzata di più? In quali punti del video vengono usati? Vedi delle grandi differenze delle inquadrature tra i film e i video su internet?
- Sviluppa una scena molto breve tra due persone che dialogano. Pianifica le riprese di copertura per tre versioni separate: una con riprese semplici, una con riprese complesse e una con riprese in via di sviluppo. Modifica il metraggio di ogni ripresa separatamente. Quali si abbinano meglio e perché? Dopo aver confrontato ogni sequenza separata, prendi tutte le riprese di tutte e tre le riprese e taglia una nuova sequenza combinata. Trovi più facile montare una sequenza con tutte e tre le categorie di inquadrature rappresentate? Sì o no, e perché?
- Usando l’app di registrazione video del tuo cellulare, o un’altra videocamera accessibile, registra una serie di riprese che vanno da sinistra a destra e una serie di riprese che vanno da destra a sinistra; aumentando la velocità delle panoramiche con ogni versione. Monta queste riprese insieme in una sequenza, tagliando al fotogramma finale statico di un movimento da sinistra a destra e al fotogramma iniziale di un movimento da destra a sinistra. Come funziona la transizione di taglio tra le riprese panoramiche? Riesci a farlo “tagliare” bruscamente? Fai lo stesso con alcune nuove riprese “crab dolly” che registri. C’è un conflitto al taglio dove le due direzioni di movimento dello schermo si scontrano al punto di taglio? Se no, in quale tipo di lavoro video potresti vedere un tale trattamento visivo avere successo?
CAPITOLO 3 – CAPIRE IL MATERIALE AUDIO
SUONO COME ELEMENTO DEL MOTION MEDIA
Il modo in cui si utilizza l’audio durante l’editing di un video dipende dal tipo di produzione multimediale, dal genere, dal contenuto, dallo scopo, dalla qualità delle risorse audio, dal modo in cui verrà presentato al pubblico, ecc. Numerosi fattori portano un editor a prendere molte decisioni diverse per quanto riguarda le modifiche audio e dovrebbe essere prestata particolare attenzione alla costruzione e al mixaggio delle colonne sonore.
SUONI ACQUISITI DURANTE LA PRODUZIONE
Indipendentemente dal materiale multimediale prodotto, ci sono, in genere, elementi sonori che vengono registrati. il personale del reparto audio lavora per registrare l’audio più utilizzabile. Le seguenti categorie rappresentano i principali tipi di suoni raccolti durante la fase di produzione del film:
DIALOGO
I dialoghi comprendono ciò che l’attore dice e vengono registrati dai microfoni. Può anche riferirsi a qualsiasi suono vocale intelligibile prodotto da persone viste pronunciare quei suoni.
TONO DELLA STANZA / SUONI NATURALI (NATS) / AMBIENTE
Questi tre termini si riferiscono a una registrazione che cattura il “suono” dell’ambiente in cui è stato registrato il video. Ogni luogo in cui si registra le immagini e le risorse sonore ha il suo “paesaggio sonoro” unico che esiste in sottofondo.
Il dialogo avviene sopra questi suoni ambientali.
In ambienti controllati quando viene registrata una scena di folla, la folla è in genere silenziosa in sottofondo e istruita a emettere suoni (spesso chiamati “walla”) solo quando gli viene chiesto di farlo dal team di produzione.
TONO DELLA STANZA: viene tradizionalmente fatto come una registrazione speciale dell’ambiente di ripresa immediatamente dopo che la scena o l’intervista è stata completata, ma prima che uno qualsiasi degli attori o della troupe lasci la location. Tutto viene lasciato com’era e il fonico fa la lista e registra almeno 60 secondi del “tono” della stanza mentre nessuno parla.
AMBIENTE: si riferisce al paesaggio sonoro di un luogo attivo in cui si sta verificando la registrazione. Si includono dei suoni quotidiani disponibili generati in questi luoghi.
SUONO NATURALE (NATS): sono le clip audio dell’ambiente per uniformare i suoni di sottofondo delle tracce di dialogo registrate in quegli spazi, ma in momenti diversi durante riprese diverse. Se è necessario un ulteriore loop vocale degli attori (noto anche come ADR), queste tracce audio pulite e registrate in studio possono essere mixate con il tono originale della stanza o l’ambiente di sottofondo dei luoghi e modificate come se fossero state registrate sul set con le altre clip di dialogo esistenti e più pulite.
SUONI SELVAGGI
Un operatore del suono andrà in giro per il luogo in cui le scene, le interviste o i B-roll sono stati registrati visivamente e catturerà l’audio di cose specifiche. Può registrare il suono delle porte scorrevoli di un negozio, gli uccelli sugli alberi, ecc. Questi tipi di suoni si collocano tra gli effetti sonori ambientali. I suoni selvaggi sono spesso usati per espandere la “realtà”.
COLONNE SONORE (MUSICAL)
La musica è solitamente pensata come un elemento inserito nelle tracce audio durante la post-produzione. Se il film o l’evento della vita reale che si sta registrando ha una performance musicale reale come un concerto, allora anche questi elementi musicali fanno parte del video e dell’audio della produzione, a volte chiamati “musica sorgente”. Possono essere modificati direttamente nelle tracce audio della sequenza come suoni diegetici o come elemento nel letto audio del programma di saggistica.
SUONI ACQUISITI DURANTE LA POST-PRODUZIONE
Durante l’editing del pezzo multimediale, l’editor raccoglie file audio aggiuntivi che contribuiranno a migliorare l’esperienza sonora complessiva del pubblico. L’elenco seguente illustra molti dei tipi di suoni acquisiti o creati durante il processo di post-produzione. Servono ad aumentare (e talvolta sostituire) quegli elementi audio registrati durante la produzione.
NARRAZIONE / VOICE OVER
Spesso, i programmi di saggistica richiedono una traccia di sola voce. Sono tipicamente registrate in una cabina di registrazione o in un altro ambiente di studio silenzioso e controllato con ottimi microfoni.
Il termine voice-over si riferisce a una voce fuori campo che non si vede nel video.
SOSTITUZIONE AUTOMATICA DEI DIALOGHI (ATS) / LOOPING
Ci sono momenti in cui le registrazioni dell’audio possono essere di scarsa qualità o inaccettabili. In questi casi, l’attore torna in studio e registra nuovamente il dialogo. Queste nuove clip audio vengono sincronizzate manualmente nella sequenza, prendendo il posto delle tracce di dialogo di produzione scartate. L’audio pulito della sostituzione automatica dei dialoghi (ADR) viene mixato sulle tracce di tono dell’ambiente o della stanza per far sì che il nuovo materiale corrisponda al paesaggio sonoro presente in tutta la scena complessiva.
AMBIENTE / TRACCE TONALI
Se il tuo progetto multimediale richiede i suoni di sottofondo, puoi trovarli su Internet. Spesso, le scene si svolgono all’interno o vicino a luoghi (nel mondo della storia), ma il team di produzione non si reca fisicamente in tali luoghi per condurre la registrazione vera e propria.
EFFETTI SONORI (SFX) / EFFETTI SPOT
Un effetto sonoro viene aggiunto al mix sonoro per migliorare la “realtà” del suono che un oggetto filmato sta presumibilmente producendo. Spesso, i microfoni di un set sono posizionati per registrare le voci degli attori e non vengono captati molto bene dai microfoni i rumori esterni.
EFFETTI FOLEY
Gli interpreti speciali, riproducono con precisione i movimenti degli attori (con oggetti di scena e aggeggi sonori, ecc.) mentre guardano il film proiettato su uno schermo in uno speciale studio di registrazione del suono.
COLONNE SONORE (MUSICA)
Sono in genere brani musicali popolari di canzoni famose che vengono riprodotte nel mondo del film o dello spettacolo. Tali brani di colonne sonore musicali diegetiche possono apparire per un breve periodo nel film.
ATTENZIONE: Usa musica non protetta da copyright o compra i diritti,
STINGS / STINGERS
Sono brani musicali molto brevi, che vengono inseriti nel mix per attirare l’attenzione su determinati momenti. Sono utilizzati principalmente nella programmazione televisiva e vengono riprodotte durante le transizioni da una scena all’altra.
PARTITURA
È una musica originale composta appositamente per il progetto multimediale che si sta modificando.
TERMINI AUDIO
SYNC AUDIO
Sono sorgenti sonore sincrone: in genere registrate sul set durante la produzione, che possono essere attribuite a una sorgente nell’ambiente visibile sullo schermo. Di solito si riferisce alla sincronizzazione tra la traccia dell’immagine del film e la traccia audio. Se la sincronizzazione non c’è le labbra dell’attore si muovono, ma l’audio arriva in ritardo.
Per sincronizzare l’audio e il video si usa il clapstick (ciak) di ardesia all’inizio di ogni ripresa.
Le produzioni a volte registrano i video senza alcuna registrazione audio aggiuntiva. Quindi l’assistente della fotocamera non chiude le bacchette ciak e le tre dita sono posizionate tra i bastoncini di ardesia (una specie di “M”) in modo che un montatore possa dire dall’inizio del video clip che non è stata registrata alcuna traccia audio corrispondente per quella scena e numero di ripresa. Il riferimento abbreviato per questo tipo di clip solo video è MOS.
Una volta che l’editor dovrà montare il video, ci sarà un fotogramma di video che mostra il ciak completamente chiuso (che entra in contatto) e ci sarà un “fotogramma” di audio che ha il suono di quei bastoncini che si chiudono. L’editor abbina il fotogramma “clap” dell’immagine con il frame “clap” dell’audio e unisce le clip tra loro.
SUONI DIEGETICI
Sono generati da persone, oggetti o ambienti che esistono all’interno del mondo raffigurato nella storia.
Ciò non significa che il suono effettivo delle persone, oggetti o ambienti menzionati provenga direttamente dalle fonti audio di produzione.
SUONI NON DIEGETICI
Sono suoni inseriti nelle tracce audio della sequenza che non possono essere attribuiti a nessuna fonte trovata come elemento all’interno della “realtà” del film. In altre parole, non c’è nulla nello spazio cinematografico che provochi questi suoni, e nessuno nello spazio cinematografico può sentirli.
La colonna sonora/orchestrazione, alcune tracce atmosferiche e tonali e alcuni effetti sonori “non realistici” possono rientrare nella categoria non diegetica.
SOUND DESIGN
Il sound designer o un editor di effetti sonori raccoglie i suoni insieme e, attraverso combinazioni creative, filtrando e mixando, genera suoni che migliorano la “realtà” delle immagini e delle azioni sullo schermo.
MOTIVO SONORO
Un motivo sonoro è un effetto sonoro che viene intenzionalmente associato a un particolare personaggio, oggetto o ambiente. Il suo uso e la sua ricorrenza in un singolo film o in una serie di video segnaleranno al pubblico la presenza di quell’entità o luogo.
Come nel film venerdì 13, prima dell’arrivo di Jason si sentono dei suoni di bisbigli.
CONSIGLI CAPITOLO 3
- PRENDI IN CONSIDERAZIONE L’ELEMENTO SONORO PRIMA DELL’IMMAGINE ATTIVA ALL’INIZIO DI UN PROGRAMMA:
Il pubblico, dopo aver ascoltato il suono (possibilmente parole pronunciate, musica o ambiente), inizierà a immaginare cosa sta succedendo prima ancora di sapere qualcosa al riguardo.
Soluzione: se il tipo di programma lo richiede, gli elementi sonori importanti per la narrazione (come l’atmosfera, gli effetti sonori o la musica) possono iniziare sotto la sequenza dei titoli di testa.
Eccezione: sono le pubblicità televisive di breve durata (da 15 a 60 secondi), e i programmi televisivi e in streaming web
- NON LASCIARE BUCHI NELLA TRACCIA AUDIO
Se lasci uno spazio vuoto tra le clip audio e video (ammenochè non sia voluto) creerà un’immagine nera e l’assenza dell’audio.
Soluzione: assicuratevi di avere un qualche tipo di clip audio in ogni fotogramma della sequenza. Se il tuo programma richiede il silenzio, inserisci una clip audio nella timeline che contenga un certo livello di “silenzio” registrati, come il tono della stanza di una posizione “completamente silenziosa”. Questo silenzio relativo suonerà meglio di un silenzio totale.
Eccezione: si può usare il silenzio totale per quasi tutti i tipi di programma, ma suonerà piuttosto drammatico per il pubblico. Quindi usalo con cautela.
- QUANDO MODIFICHI I DIALOGHI, EVITA DI RIMUOVERE AUTOMATICAMENTE LE PAUSE DI UN PERFORMER
Modificare automaticamente questi spazi (o battute o pause) in un monologo o in un dialogo può cambiare completamente il significato previsto della scena. Perchè le pause danno spessore alle parole e crea drammaticità.
Soluzione: accetta le pause e considera queste pause come elementi importanti e integrati nel dialogo e non solo come momenti in cui qualcuno non sta parlando.
Eccezione: Nei programmi di breve durata o di attualità che devono rientrare nel tempo prestabilito, le pause sono tagliate.
- NELLA PROGRAMMAZIONE DEI DOCUMENTARI, ELIMINA GLI IDEOFONI NEL DISCORSO DELL’INTERVISTATO
Spesso, le persone possono dire “um” o “ah” per riempire lo spazio tra i loro pensieri. Durante l’ascolto di persona, queste pause verbali spesso passano inosservate, a meno che non siano estremamente eccessive.
Soluzione: elimina queste pause verbali ogni volta che è possibile. Se la bocca si muove poco durante l’emissione del suono, e lascia che il tono della stanza o la traccia dell’ambiente mascherino il buco.
Se è più evidente, sarà necessario tagliare una grafica, un B-roll o mini-dissolvenze, o un’inquadratura di un cenno dell’intervistatore, questo serve per mascherare i jump-cut.
Il cutaway B-roll è un punto fermo del montaggio del monologo in modo che i punti verbali della persona che parla suonino chiari
Eccezione: occasionalmente, il modo di parlare di qualcuno e i tic verbali che esibisce sono inestricabilmente legati alla sua persona, quindi è meglio mantenere quelle pause e ideofoni.
- USA I DIALOGHI REGISTRATI IN MODO PULITO DI UN PERSONAGGIO SOTTO LA SUA BATTUTA FUORI CAMPO O SOPRA LA SPALLA
Può capitare che la voce dell’attore fuori campo non si senta bene e invece quella dell’attore più vicino al microfono si senta meglio.
Soluzione: utilizza più riprese dello stesso dialogo, coperte da più angolazioni della telecamera. Se la voce dell’attore fuori campo non è chiara, il montatore dovrebbe tagliare una traccia audio pulita presa da qualche altra fonte.
Eccezione: non dovrebbero esserci eccezioni a questa linea guida. Dovresti sempre cercare il segnale audio più pulito e più forte.
- NON CONSENTIRE ALLA CONSEGNA DEI DIALOGHI DI LIMITARE IL POSIZIONAMENTO DEI PUNTI DI TAGLIO
Nei dialoghi ci sono due motivazioni principali per il taglio: la visione e i suoni. Durante un dialogo a due, si svolgeranno azioni e reazioni. Se tagli solo quando le parole di un personaggio sono finite, allora può diventare prevedibile o noioso. Mentre una persona sta parlando, l’altra ascolterà e potrebbe mostrare reazioni facciali.
Soluzione: Quando in una scena di dialogo quando un attore parla e l’altro lo ascolta, dovresti mettere la clip dell’attore in silenzio, mentre l’altro parla fuori campo, per vedere le espressioni facciali.
Sono molto utili anche i cenni del capo che sono inquadrature ravvicinate aggiuntive dell’ascoltatore che simulano una reazione a ciò che è stato detto, di solito un lento cenno del capo.
Possono essere utilizzati per ridurre la durata della risposta di un intervistato o coprire i numerosi “ehm” e “ah”.
Eccezione: quando l’inquadratura principale è un monologo, non ci sarà nessun altro personaggio o soggetto presente nella scena da usare come spaccato o per creare un tempo comico.
- ASPETTA L’AGGIUNTA DI MUSICA ALLE SCENE DI DIALOGO
L’aggiunta di musica vera e propria sotto le tracce audio parlate a volte può essere una distrazione per il pubblico, soprattutto se la canzone ha un testo..
Soluzione: dovresti ridurre al minimo le tue distrazioni. Per quanto ci sia valore nel montaggio della musica (per aiutarti a trovare il ritmo), sarebbe meglio tagliare le scene di dialogo senza alcuna musica presente. In questo modo, è possibile giudicare le qualità tecniche dei file audio di produzione del suono di sincronizzazione e costruire il proprio ritmo per il materiale.
Eccezione: se nella scena deve essere presente una colonna sonora musicale diegetica, aggiungerla e mixarla in modo appropriato dopo la fase di blocco dell’immagine. Lo stesso vale per una partitura musicale originale.
- DURANTE IL MIXAGGIO AUDIO, ASSICURATI CHE I LIVELLI DELLE TRACCE MUSICALI NON SOVRASTINO I DIALOGHI
È importante regolare i livelli sonori in modo che la musica non entri in competizione con i dialoghi o altri elementi audio nella sequenza.
Soluzione: prestare attenzione al corretto mixaggio del livello audio per tutti gli elementi audio, in particolare la musica. Se la musica è diegetica dovrebbe essere riprodotta continuamente sotto quella scena fino alla fine della musica o della scena. Se i dialoghi vengono pronunciati sopra il letto musicale, assicurati di abbassare il livello della musica sotto le parole pronunciate.
Eccezione: se l’audio della posizione viene registrato durante la documentazione di un evento dal vivo sarà difficile o impossibile abbassare i livelli di musica acquisita in sottofondo. Inoltre, se la storia necessita una musica ad alto volume che soffochi la parola.
- SE NECESSARIO, MODIFICA LE TRACCE VIDEO IN BASE AI RITMI MUSICALI DELLA SEQUENZA
I beat e i tagli si susseguono insieme nel tempo. Il taglio a tempo più veloce può essere più “divertente” o “eccitante” e il taglio a tempo più lento può sembrare più “pacifico” o “cupo”.
Soluzione: Se il tuo video contiene una colonna sonora, può essere relativamente facile eseguire i tuoi tagli diretti sulle tracce dell’immagine quando si verificano i beat musicali.
Eccezione: se monti sempre il video in base al ritmo della musica può risultare noioso, quindi fallo solo nei momenti chiave della canzone.
- SE APPROPRIATO PER LA TUA STORIA, FAI UN TAGLIO CON UN SUONO FORTE SULLA TRACCIA AUDIO
I suoni forti fanno sbattere le palpebre a molte persone.
Soluzione: Puoi nascondere una transazione di taglio, quando alla fine della scena c’è un suono forte, perché il pubblico sbatterà le palpebre e non lo noteranno.
Eccezione: non tagliare ogni volta che c’è un suono forte sulle tracce audio perchè crea un brutto flusso nella storia. Tuttavia, un video musicale potrebbe trarre vantaggio da questo modello di montaggio se, ad esempio, si dovesse fare un taglio sui forti battiti di batteria.
- PER LA FINE DI UN PROGRAMMA, UTILIZZARE LA FINE DELLA MUSICA
Quando termina un video dovresti metterci una musica che chiude in dissolvenza o in uscita.
Soluzione: se il tempo è corretto, le ultime battute del brano musicale devono corrispondere alle inquadrature finali della sequenza.
Eccezione: quando la musica viene gradualmente sfumata sotto altri suoni, dialoghi o musica che sono più forti nel mix.
ESERCIZI CAPITOLO 3
- Usando un registratore audio, trova almeno cinque posizioni distinte e registra l’atmosfera/il tono della stanza di quegli spazi. Apri i file nella tua applicazione di editing e ascolta ogni spazio. Prendi nota di tutto ciò che sembra interessante o utile e ascolta anche tutto ciò che potrebbe rappresentare un problema.
- Utilizzando i file registrati nell’esercizio 1, aumentate i livelli audio su ciascuna clip di ambiente e ascoltate gli effetti della variazione del livello di decibel sul suono di “sottofondo” complessivo.
- Registra una breve scena di un amico o di un familiare che svolge un’attività quotidiana comune. Montate insieme queste semplici inquadrature e aumentate o migliorate l’audio di ogni azione sovrapponendo e mixando in modo appropriato alcuni effetti sonori selezionati. Per mantenere questo aspetto interessante, fate almeno due versioni di questa mini-sequenza: una che suona “realistica” e una che suona “sopra le righe”.
- Registra la tua o acquisisci una breve scena di dialogo da un amico, e modifica la sequenza insieme utilizzando i diversi tipi di file audio menzionati in questo capitolo. Al di là delle tracce di produzione dei dialoghi, “addolcisci” i letti audio con l’aggiunta di una varietà di quanto segue: ambiente, suoni selvaggi, effetti sonori spot, colonne sonore musicali, tracce tonali, narrazione fuori campo o effetti Foley.
CAPITOLO 4 – VALUTAZIONE DEL GIRATO
CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEL GIRATO
Oltre a giudicare se i tuoi filmati rientrano nelle categorie di semplici, complessi e in via di sviluppo, dovresti valutarli anche per la loro qualità. L’elenco che segue fornisce molti elementi visivi e sonori su cui basare un’analisi del materiale che si sta modificando.
- Messa a fuoco
- Inquadratura e composizione
• Esposizione e bilanciamento del colore
• Direzione dello schermo
• La regola dei 180 gradi/Asse d’azione
• La regola dei 30 gradi
• Angoli di corrispondenza - Corrispondenza della linea degli occhi
• Continuità dell’azione
• Prestazioni
• Continuità dei dialoghi/parole pronunciate
• Qualità audio
MESSA A FUOCO
Può capitare che dei filmati abbiano un’errata messa a fuoco, molte volte capita che la stessa scena sia girata da più inquadrature diverse, quindi se ce ne una sfocata puoi usare le altre.
La messa a fuoco è molto importante perché non può essere sistemata in post-produzione.
Può capitare che il regista voglia far sfocare un inquadratura per trasmettere qualcosa, ma in linea di massima cerca di non utilizzare immagini sfocate.
Le fotocamere moderne hanno un ottima messa a fuoco automatica, ma a volte capita (soprattutto con poca luce) che non mettano a fuoco il soggetto, quindi si consiglia il controllo manuale della messa a fuoco.
Per capire se il video ha lievi problemi alla messa a fuoco, dovresti riprodurre il video su un monitor grande e ad alta risoluzione, sia durante la registrazione sul set che durante la post-produzione.
INQUADRATURA E COMPOSIZIONE
Il formato del dispositivo di registrazione (pellicola o videocamera) può avere dimensioni diverse rispetto alla cornice del prodotto finale. Ad esempio pellicole da 16 mm hanno un formato di 4:3 e una definizione standard (SD).
Come editor, potresti essere chiamato a riformattare il fotogramma video (ridimensionarlo, ridurlo a dimensioni più piccole o elemento a schermo diviso, ecc.).
A seconda del materiale visivo utilizzabile, potrebbe essere necessario eseguire quella che viene chiamata panoramica e scansione, in cui si prende un originale di una fotocamera di grande formato e si estrae un fotogramma più piccolo eseguendo contemporaneamente una panoramica a sinistra e a destra per mantenere una parvenza di buona composizione.
Se state mixando materiale SD molto più vecchio in un progetto HD, potete scegliere di “imbucare” l’immagine 4:3 all’interno della dimensione del fotogramma 16:9. Non sono necessarie modifiche sostanziali alle proporzioni del fotogramma se si lavora tra HD tradizionale e UHD poiché sono entrambi widescreen 16:9.
Se un elaborato movimento della telecamera sobbalza, salta, oscilla o in qualche modo non riesce a raggiungere il bersaglio mentre copre il soggetto o l’azione, allora non dovresti prendere in considerazione l’idea di utilizzare quella ripresa, o almeno non quella particolare parte di quella ripresa.
ESPOSIZIONE E BILANCIAMENTO DEL COLORE
Se sono presenti scene che presentano problemi di esposizione (l’immagine complessiva è troppo luminosa o troppo scura) o variazioni di temperatura del colore, allora conserva quegli scatti e correggili con gli strumenti disponibili nel software di montaggio.
In poche parole correggete i problemi di esposizione e colore o non utilizzate il filmato nel progetto finale, se possibile.
DIREZIONE DELLO SCHERMO
Il movimento del soggetto fuori dall’inquadratura e nell’inquadratura successiva deve mantenere una direzione dello schermo coerente, come da destra a sinistra e da sinistra a destra, dal basso all’alto e dall’alto al basso ecc..
Ad esempio: se l’inquadratura A mostra un carattere che esce dal fotogramma a sinistra, allora, quando si passa all’inquadratura B, lo stesso carattere dovrebbe entrare dal fotogramma a destra.
Se non rispetti la direzione causerai allo spettatore una momentanea confusione
REGOLA DEI 180 GRADI
Questa inquadratura è solitamente un’inquadratura ampia che mostra i soggetti e il loro ambiente. Una linea immaginaria, che segue la direzione della linea di vista del soggetto, taglia il set o il luogo e definisce ciò che è inquadrato a sinistra e a destra.
Ogni inquadratura successiva media o ravvicinata, la telecamera deve essere sullo stesso lato di questa linea d’azione.
Se non si rispetta questo asse d’azione il pubblico vedrà il soggetto sarà invertito, creando confusione
REGOLA DEI 30 GRADI
Richiede che la telecamera si sposti intorno all’arco di 180 gradi di almeno 30 gradi prima di impostare una nuova ripresa di copertura del soggetto.
Questo si fa ad esempio, quando due immagini di una persona (una medio-lunga e una media) vengono scattate da due posizioni intorno all’arco di 180 gradi e la distanza fisica tra le impostazioni della fotocamera è inferiore a 30 gradi, le due inquadrature se tagliate insieme, appariranno troppo simili e causeranno un “salto” nella mente dell’osservatore.
Assicurati che le due inquadrature siano sufficientemente diverse nell’angolo orizzontale.
ANGOLI DI CORRISPONDENZA
Mentre giri una scena di dialogo dovresti avere: copertura di ogni personaggio in ogni tipo di inquadratura in cui l’angolazione sulla persona, le sue dimensioni nell’inquadratura, lo schema di illuminazione e la messa a fuoco sui volti sono tutti coerenti tra loro.
Potresti assemblare una scena tradizionale in questo modo:
- Inquadratura di stabilimento: un’inquadratura molto ampia che mostra il luogo in cui si svolgerà la scena; può essere un esterno anche se la scena si svolge su un set interno
• Inquadratura ampia: mostra i personaggi e la loro posizione nello spazio della pellicola
• Inquadratura ravvicinata a due: riunisce i due personaggi in un’inquadratura più stretta
• Inquadratura sopra la spalla del primo personaggio
• Inquadratura sopra la spalla di risposta dell’altro personaggio
• Primo piano medio del primo personaggio
• Primo piano medio di risposta del secondo personaggio.
Tagliare avanti e indietro tra le inquadrature di copertura corrispondenti sarà facilmente accettato dal pubblico perché le immagini, anche se di due persone diverse ai lati opposti dello schermo, “rispondono” l’una all’altra e sembrano appartenere insieme, specchiandosi l’una nell’altra.
CORRISPONDENZA LINEA DEGLI OCCHI
La linea degli occhi (linea di vista) è una linea immaginaria che collega gli occhi di un soggetto a qualsiasi oggetto attiri la sua attenzione all’interno del mondo cinematografico.
Quando si taglia dall’inquadratura della persona che guarda fuori dallo schermo all’inquadratura del suo oggetto di interesse, la linea degli occhi deve corrispondere
Se questa linea non scorre correttamente, il pubblico sentirà che qualcosa non va.
CONTINUITÀ DELL’AZIONE
L’azione eseguita da o intorno al soggetto in un’inquadratura dovrebbe corrispondere, in modo relativamente esatto, alla stessa azione eseguita e vista in un’inquadratura, angolazione e/o una lunghezza focale diverse all’interno della stessa copertura della scena.
Se non lo fai il movimento non sarà fluido e il pubblico lo noterà.
PRESTAZIONI
Nei casi in cui l’attore ha una cattiva recitazione o una cattiva direzione di buoni attori durante la post-produzione, puoi nasconderlo o mascherarlo con l’editing creativo.
Dovresti impostare il ritmo della scena e l’ordine e la tempistica delle battute e, attraverso la giustapposizione di clip di diverse interpretazioni, è possibile modificare il tono, l’umore o il comportamento percepito di un personaggio.
CONTINUITÀ DEI DIALOGHI / PAROLE PRONUNCIATE
Presta attenzione a cosa dice l’attore:
- L’esecutore dice parole diverse da ripresa a ripresa e da inquadratura a inquadratura?
- C’è un timbro diverso nella voce o una velocità di consegna modificata?
Gli attori utilizzano delle tecniche e approcci diversi, al modo in cui il personaggio parla e si comporta. Per questo alcune scene hanno dei problemi, quindi l’editor dovrà prendere l’audio da riprese alternative o dovrà fare altre cose per rendere la scena più bella.
QUALITÀ AUDIO
Qualsiasi audio deve essere di buona qualità per essere utilizzata nel mix audio finale.
Ecco alcuni dei problemi più frequenti:
- LIVELLI: volume non troppo alto e non troppo basso
- PRESENZA: La registrazione audio deve essere coerente con l’inquadratura utilizzata, ad esempio se un attore si trova lontano dalla telecamera l’audio deve essere basso e se fosse vicino l’audio deve essere alto. Possono essere utili gli effetti di equalizzazione dell’audio
- SIBILO: Devi capire se nell’audio è presente un ronzio di sottofondo e se c’è utilizza dei filtri o effetti audio per eliminarlo.
- SOVRAPPOSIZIONE: Gli attori parlano sopra le rispettive linee di dialogo? Ad esempio se molti attori parlano contemporaneamente. Dovresti ottenere dalla produzione un audio pulito senza sovrapposizioni.
- INQUINAMENTO AMBIENTALE: Sono suoni indesiderati provenienti dall’ambiente di registrazione (traffico, radio..). Se questi suoni sono troppo problematici sarebbe meglio utilizzare degli effetti sonori o un ambiente costruito.
- TONO DELLA STANZA: Hai almeno 60 secondi del tono della stanza per ogni posizione/set che appare nel progetto? Perchè serve per appianare il letto audio, in particolare attorno al taglio dei dialoghi o all’uso dell’ADR (Automated Dialogue Replacement)
- ESISTE L’AUDIO?: Dei problemi tecnici possono non far registrare l’audio, quindi presta attenzione.
- DIRITTI: Devi avere i diritti di una canzone (se protetta da copyrights) per poterla usare per un video pubblico.
AVERE FAMILIARITÀ CON TUTTI I FILMATI
La revisione e la valutazione del filmato per problemi di qualità e la misurazione dell’usabilità all’inizio del processo di editing hanno un duplice scopo:
- Ti aiuterà a “tirare le selezioni” o a mettere da parte le inquadrature migliori da utilizzare nella modifica dell’assemblaggio.
- Ti costringe anche a familiarizzare con tutti i filmati girati per il progetto.
CONSIGLI CAPITOLO 4
EVITA SCATTI IN CUI GLI OGGETTI CHE DISTRAGGONO SONO TROPPO VICINI ALLA TESTA DEL SOGGETTO:
Le linee, forme, oggetti, segni, ecc. indesiderati sullo sfondo dello scatto può confondere o distrarre lo spettatore. Può anche provocare una reazione umoristica non voluta dal regista. Se possibile è meglio non usare queste inquadrature.
Soluzione: Non esiste davvero una soluzione ammino che non utilizzi una maschera, schermo diviso o effetto di sfocatura. Se hanno realizzato questa inquadratura per motivi comici va bene usarla.
Eccezione: puoi usare questa inquadrature se la profondità di campo è molto ridotta e lo sfondo (contenente l’oggetto incriminato) è quasi completamente sfocato. Un altro modo è utilizzare il montaggio veloce dove l’inquadratura si vede per brevissimo tempo.
EVITA GLI SCATTI IN CUI IL SOGGETTO VIENE TAGLIATO GOFFAMENTE AI BORDI DELL’INQUADRATURA
Questa inquadratura è sgradevole esteticamente e quando dovrai tagliare lo stesso volto a un inquadratura successiva si verificherà un jump cut o potenzialmente un problema di continuità con l’azione.
Soluzione: A volte questa inquadratura può essere usata, ma dipende da ciò che viene prima e da ciò che viene dopo e dalla durata della ripresa.
Eccezione: Queste inquadrature possono essere utilizzate in video musicali, spot pubblicitari, film sperimentali e in scene d’azione a taglio rapido, o in cui le clip prima e dopo non causano un jump cut.
INQUADRATURE ABBINATE TAGLIATE IN UNA SCENA DI DIALOGO AVANTI E INDIETRO
Nelle scene di dialogo tra due persone c’è un’ampia inquadratura a due inquadrature a inquadrature singole o sopra la spalla più strette.
Al pubblico piace vedere due inquadrature simili tagliate insieme invece di due inquadrature non corrispondenti all’interno del dialogo avanti e indietro della stessa scena. Crea una coerenza e un flusso nell’immaginario visivo.
Nel disegno A, le fotocamere 1 e 2 sono alla stessa distanza dai due personaggi, chiamati A e B. Entrambe le foto sono fatte con una lente che mostra un piano stretto, come se fossimo vicino a loro. Così, le persone sono grandi nel fotogramma e lo sfondo è sfocato, quindi possiamo concentrarci solo su di loro che parlano.
Nel disegno B, la fotocamera 2 si è spostata in una nuova posizione. Ma vogliono mantenere lo stesso tipo di inquadramento, con le persone grandi nel fotogramma. Quindi, per farlo, la lente della fotocamera 2 deve ora mostrare un piano più ampio, quindi uno sfondo più lontano potrebbe essere nitido. Questo significa che possiamo vedere più cose dietro le persone.
Soluzione: Preferisci gli scatti con caratteristiche simili nella qualità dell’inquadratura, della messa a fuoco, dell’illuminazione e della prospettiva. In alternativa In caso contrario, vedi se puoi tagliare o inserire qualche altra inquadratura in mezzo per distrarre il pubblico.
Eccezione: Quando necessario utilizza un grandangolo per mostrare un soggetto che si sposta dal primo piano allo sfondo o viceversa.
ASSICURATI CHE I SOGGETTI CHE PARLANO AL TELEFONO SEMBRINO GUARDARSI L’UN L’ALTRO ATTRAVERSO LO SCHERMO
I personaggi che parlano al telefono dovrebbero guardare attraverso l’inquadratura vuota e da lati opposti. Lo spettatore penserà che i due si rivolgono l’uno all’altro attraverso lo schermo.
Soluzione: Se le scene non sono ben fatte allora puoi capovolgere orizzontalmente. Se gli scatti sono inquadrati correttamente puoi creare un effetto di split-screen.
Eccezione: Se una persona è ripresa di schiena alla telecamera, possiamo cambiare l’angolo dell’altra persona se il film lo permette. Inoltre, se entrambe le persone si muovono usando i loro telefoni cellulari, potrebbe essere difficile seguire il movimento continuo in ogni scena.
CON UN SOLO SOGGETTO, EVITA DI TAGLIARE CON LA STESSA ANGOLAZIONE DELLA FOTOCAMERA
Se scatti da due angolazioni identiche o simili si verificherà un jump cut. Dovresti cambiare angolazione di 30 gradi quando riprendi lo stesso soggetto, lungo l’arco di ripresa di 180 gradi.
Soluzione: Dovresti tagliare su un primo piano medio da un’angolazione diversa
Nel caso non ci sia un’angolazione alternativa, potresti utilizzare uno spaccato (di qualcosa di appropriato alla scena) che permetterebbe al pubblico una pausa visiva. Questa pratica è accettabile se si taglia da un piano medio a una mezza figura.
Eccezione: Quando tagli insieme due scatti diversi, come quando si copre una grande distanza tra i due scatti impostati lungo lo stesso asse dell’obiettivo, o per motivi creativi.
ATTENZIONE AI PROBLEMI DI POSIZIONAMENTO DELLO SCHERMO CON UN OGGETTO DI INTERESSE
Quando i soggetti si trovano ai lati corretti dello schermo nelle riprese di copertura, il pubblico avrà un riferimento visivo aggiuntivo chiamato OGGETTO DI INTERESSE O PUNTO DI INTERESSE.
Soluzione: Se l’oggetto di interesse è evidente, tienilo nella stessa area dell’inquadratura o seleziona le inquadrature che lo eliminano del tutto o ne riducono al minimo la presenza sullo schermo.
Eccezione: Quando l’oggetto di interesse è così piccolo da essere trascurabile, quando è molto in secondo piano o quando è fuori fuoco, oppure un soggetto ostruisce l’oggetto di interesse parzialmente o totalmente.
USA INQUADRATURE CON SPAZIO PER LA TESTA CORRISPONDENTE QUANDO TAGLI UNA SCENA DI DIALOGO
Quando utilizzi una mezza figura in una scena di dialogo tra due persone, lo spazio che c’è sopra la testa deve essere uguale tra tutti e due i soggetti.
Se non è uguale sembrerà che uno dei soggetti abbia alterato la sua altezza.
Soluzione: Ridimensiona il filmato se la risoluzione è sufficientemente alta (Full HD o superiore), oppure sostituisci il filmato con altre inquadrature anche se non si vede l’oratore.
Eccezione: Quando tutte e due le inquadrature hanno una posizione sbagliata dello spazio sopra la testa, quindi scegli gli scatti con le migliori prestazioni indipendentemente dallo spazio sopra la testa.
EVITARE DI OLTREPASSARE LA LINEA DI AZIONE O LA DIREZIONE DELLO SCHERMO VERRÀ INVERTITA
L’inquadratura 1, vista dalla posizione A della telecamera, mostra il nastro e le scatole che viaggiano dall’inquadratura sinistra all’inquadratura destra. Se la linea viene superata, ovvero se lo scatto successivo viene effettuato dalla posizione B della telecamera, il nastro sembra spostare le caselle da destra a sinistra
Soluzione: Seleziona le inquadrature da un solo lato della linea o utilizza una sezione neutra tra le inquadrature se la linea deve essere attraversata. Sarebbe opportuno un primo piano di una parte del macchinario che non mostri il movimento del nastro.
Eccezione: Le inquadrature d’eccezione (in particolare il B-roll per un programma di saggistica) registrate dal lato opposto della linea d’azione potrebbero certamente essere montate insieme in una sequenza di montaggio dal ritmo incalzante.
MANTENERE LA DIREZIONE DELLO SCHERMO IN UNA MODIFICA DELL’AZIONE
La continuità della direzione dello schermo, anche durante la transizione, deve essere coerente.
Soluzione: Se non hai un filmato nella corretta direzione allora prendi un inquadratura di sezione deviante da posizionare tra le riprese.
Eccezione: Si verificano quando:
- La direzione viene effettivamente vista cambiare sullo schermo
- C’è un cambio di direzione suggerito sullo schermo seguito da uno spaccato
- Il cambio di direzione è causato dallo spaccato (ad esempio, nella casa stregata, correndo in una direzione, vedendo il fantasma, quindi corrono nella direzione opposta)
ESERCIZI CAPITOLO 4
- Guarda e ascolta il tuo programma preferito e vedi quanti (se ce ne sono) problemi che si riferiscono ai criteri discussi in questo capitolo. Esercitati ad affinare le tue capacità di osservazione cercando intenzionalmente angoli non corrispondenti, composizioni deboli, salti di linee d’azione, tagli di salto, doppiaggio audio scadente, ecc.
- Registra una breve scena di dialogo, valuta il filmato della clip originale, prendi nota di eventuali problemi e modificalo insieme nel miglior modo possibile. Quali problemi rilevati nel metraggio della clip master sembrano essere problemi anche nel brano modificato? Quali problemi sono stati “risolti” dal tuo ingegnoso editing e come ci sei riuscito?
- Prendi la scena dell’esercizio 2 e rimuovi le tracce di dialogo. Ottieni l’accesso agli stessi artisti (se possibile) e registra nuove versioni delle linee di dialogo della scena. Modifica queste nuove tracce audio nella timeline e scopri quanto puoi sincronizzare a mano il movimento della bocca e le nuove clip audio dei dialoghi. L’aggiunta di un’atmosfera alternativa, di un tono della stanza e di suoni selvaggi sarà un vantaggio.
CAPITOLO 5 – PROCESSI DECISIONALI
EDITOR ASSEMBLATORE
Da editor devi essere in grado di creare un’esperienza per quel pubblico specifico.
Dovresti analizzare ogni prodotto multimediale di quel genere (documentari, social, film) a livello tecnico, approcci utilizzati ecc..
Ora dobbiamo concentrarci maggiormente sui processi decisionali legati all’assemblaggio delle immagini e dei suoni. Quali fattori o elementi costringono un editor a voler fare una modifica in primo luogo? Perché passare da un’inquadratura all’altra, in quel preciso momento?
L’elenco che segue ha lo scopo di fungere da punto di partenza, quando si prendono delle decisioni:
- Informazioni
- Motivazione
- Composizione dell’inquadratura
- Angolazione della telecamera
- Continuità
- Suono
INFORMAZIONI
Ogni nuova ripresa dovrebbe fornire nuove informazioni allo spettatore (come un nuovo personaggio che entra in scena ecc..), ma può essere anche uditiva (come narrazione fuori campo, rumore di zoccoli ecc..)
Dovresti porti delle domande:
- Cosa si aspetterebbe di vedere il pubblico dopo?
- Cosa dovrebbe vedere il pubblico dopo?
- Cosa non può vedere il pubblico dopo?
- Cosa voglio che il pubblico veda dopo?
Il montatore dovrebbe far coinvolgere il pubblico emotivamente e mentalmente.
Se un inquadrature non aggiunge nuove informazioni non usarle, tuttavia alcune inquadrature potrebbero non avere informazioni osservabili, ma potrebbe fornire un significato alla scena e all’atmosfera generale della storia.
MOTIVAZIONE
La nuova inquadratura che hai tagliato dovrebbe fornire nuove informazioni, ma per quanto riguarda l’inquadratura da cui stai tagliando? Qual è il motivo per lasciare quello scatto? Qual è il momento giusto per lasciare lo scatto in corso? Ci dovrebbe sempre essere una motivazione per fare una transizione da un’inquadratura. Questa motivazione può essere visiva, uditiva o temporale (relativa al tempo).
MOTIVAZIONI VISIVE
L’elemento motivante, spesso è il movimento di un soggetto o un oggetto, nell’inquadratura attuale.
(Esempio: una donna guarda un oggetto in basso a sinistra e nell’inquadratura successiva viene inquadrato quell’oggetto).
La motivazione per tagliare viene dal movimento degli occhi del soggetto che innesca nello spettatore il desiderio di vedere ciò che sta guardando.
Il contenuto della clip in uscita deve dare una motivazione per il taglio della clip in arrivo.
Poi anche non mostrare ciò che il soggetto guarda, ma tagliare su un’altra scena diversa. Serve per tenere in sospeso il pubblico, l’importante che ad un certo punto si ritorni al soggetto che stava guardando prima.
MOTIVAZIONI UDITIVE
Se utilizzi il suono come elemento motivante allora devi fare attenzione in prossimità delle transizioni. Il suono che motiva il taglio potrebbe essere generato da qualcosa di visibile nell’inquadratura.
(Esempio: Un campo medio mostra un uomo all’interno di una cucina. Un bollitore, visibile sul fornello in questa inquadratura più ampia, inizia a fischiare. Il fischio sulla traccia audio campo medio può motivare un taglio informativo a un primo piano del bollitore sul fornello, dove il fischio sembra più forte.)
In un’inquadratura ravvicinata visto che il soggetto o l’oggetto si trova più vicino, il suono che emette dovrebbe essere più forte, quindi dovresti aumentare il volume della traccia audio.
Il montatore può creare un ponte sonoro, cioè un suono generato da qualcosa che non si vede o non si sa al pubblico, inizia sotto l’inquadratura A e motiva il passaggio all’inquadratura B.
(Esempio: Un campo medio mostra un uomo all’interno di una cucina. Un bollitore, visibile sul fornello in questa inquadratura più ampia, inizia a fischiare. Questo motiva il taglio di una nuova inquadratura del fischio di un vecchio treno a vapore.)
MOTIVAZIONI TEMPORALI
Passare da una clip all’altra può essere motivata dal ritmo generale del progetto, combinato con il ritmo di ogni particolare scena o segmento del video.
(Esempio: la rapina in banca può trarre vantaggio dal taglio rapido di angolazioni diverse e forse strane o inclinate sulla scena che indicano la confusione, la paura e il pericolo imprevedibile causati dall’atto dirompente e violento. E man mano il ritmo potrebbe accellerare.)
Ci possono essere scene lente, scene moderatamente veloci e scene molto veloci combinate in diversi momenti della progressione della storia. Deve essere come una montagna russa.
ANGOLO DELLA TELECAMERA
Ma un montatore non saprà mai da dove intorno all’arco di 180 gradi è stata posizionata la telecamera per registrare le azioni della scena, fino a quando non rivede il filmato. Il montatore può fare del suo meglio solo per posizionare inquadrature di diverse angolazioni orizzontali (distanti più di 30 gradi) l’una accanto all’altra nel montaggio.
Il motivo è semplice. Se due scatti vengono registrati con inquadrature simili da due angolazioni quasi identiche in azione, le immagini appariranno troppo simili l’una all’altra, e si avrà un jump-cut.
CONTINUITÀ
Fornire una continuità fluida tra le transizioni è ottimo per non far vedere al pubblico le modifiche. Questa operazione è chiamata modifica della continuità o modifica invisibile.
CONTINUITÀ DEI CONTENUTI
Le azioni eseguite dal soggetto dovrebbero corrispondere da un’inquadratura di copertura all’altra. Quindi le azioni devono essere coerenti.
(Esempio: se in un inquadratura ampia un cane è seduto vicino al tavolo, anche in un’inquadratura più stratta che mostra il resto della scena dovrebbe essere visto il cane).
Se il cane non è presente in altre inquadrature devi fare una scelta di Iniziare la scena con un primo piano di un soggetto e con una ripresa più larga mostri il cane e cambi inquadratura e metti in sottofondo il suono del cane che si allontana.
Quindi o il filmato contiene già il materiale adatto per il montaggio con la corretta continuità del contenuto, oppure il montatore deve creare qualche mezzo per nascondere, mascherare o “spiegare” l’incongruenza visiva.
CONTINUITÀ DI MOVIMENTO
Il movimento dei soggetti e degli oggetti verso i bordi dello schermo devono essere mantenuti durante la transizione, da uno scatto all’altro, se lo scatto successivo copre ancora lo stesso movimento degli stessi soggetti o oggetti.
Se il movimento non viene rispettato e si ha uno specchiamento della scena allora utilizza una scena di copertura neutra tra le transizioni.
CONTINUITÀ DI POSIZIONE
Lo spazio cinematografico ha una direzione e anche un senso del luogo. Anche i soggetti o gli oggetti all’interno dell’inquadratura occupano un certo spazio all’interno del mondo cinematografico.
I soggetti dovrebbero mantenere continuamente un certo posizionamento.
(Esempio: se un attore si trova a destra dello schermo, dovrebbe mantenere quella posizione nelle altre scene, ammenochè non si stia muovendo).
CONTINUITÀ SUONO
Se una scena si svolge in un luogo, il suono dovrebbe continuare con la relativa coerenza da un’inquadratura all’altra.
(Esempio: siamo in un aeroporto e viene ripreso un aereo che decolla e nella scena dopo vengono ripresi i soggetti all’aeroporto, il suono del decollo dovrebbe continuare anche in questa nuova scena.)
Anche i livelli delle voci dei soggetti devono cambiare in base alla loro vicinanza all’area principale dell’azione. Più sono lontani e meno si sentono, più sono vicini e più si sentono.
CONSIGLI CAPITOLO 5
ALLONTANATI DAI SOGGETTI SUBITO DOPO CHE IL LORO SGUARDO SI È SPOSATO SULL’OGGETTO DI INTERESSE
Quando il soggetto guarda un oggetto di interesse fuori dall’inquadratura, dovresti passare all’inquadratura dell’oggetto di interesse. L’importante è tagliare quando il movimento della testa e degli occhi si è fermato.
Soluzione: Il montatore spera che l’attore sia ripreso correttamente e che il posizionamento finale della testa sia solido e gli occhi che guardano nella direzione corretta.
Eccezione: Quando l’attore non guarda in modo solido, non è possibile tagliare in quel momento, ma dovrai trovare un punto di riconoscimento più accettabile del viso. Oppure in una scena d’azione l’attore può anche non avere la testa ferma.
TAGLIARE ANCHE SE IL SOGGETTO STA PARLANDO
Ogni inquadratura che segue deve trasmettere nuove informazioni al pubblico. Durante una scena di dialogo, anche se il soggetto sta parlando non vuol dire che stia fornendo nuove informazioni. Quindi puoi tagliare su un’inquadratura di reazione dell’altro che ascolta.
Soluzione: Nel filmato trova una motivazione per inserire uno spaccato della reazione dell’ascoltatore.
Eccezione: Quando un personaggio fa la maggior parte del discorso in una scena.
EVITA DI TAGLIARE UNA SCENA D’AZIONE CON DUE SOGGETTI A UN’ALTRA SCENA CON GLI STESSI DUE SOGGETTI
Perchè in una scena d’azione serve una precisa corrispondenza della continuità dell’azione, se i due soggetti si muovono diventa difficile per il montatore abbinare i movimenti di ciascuno.
Soluzione: Quando tagli da una ripresa a due soggetti, dovresti passare a una ripresa più ravvicinata di uno dei due personaggi o una ripresa di reazione o una ripresa molto lunga. E utilizza le riprese che non invertano le posizioni dei soggetti.
Eccezione: Una ripresa ampia dell’ambiente, inclusi i soggetti, hanno una probabilità alta che nascondano eventuali movimenti corporei incongrui, ecc.
Sarebbe meglio utilizzare più telecamere perchè così si potrebbe utilizzare un montaggio multi-camera
COPRIRE LE “LACUNE” DI CONTINUITÀ CON UN’INQUADRATURA DI INSERIMENTO
Per coprire gli errori di continuità dovresti metterci delle inquadrature di inserimento, tra un’inquadratura e l’altra che hanno questi problemi. Può essere anche utilizzato per evidenziare una particolare persona o oggetto “importante”.
Soluzione: dovresti avere un metraggio girato specificamente per l’inserimento o il taglio della scena, oppure avranno contrassegnato alcune riprese che contengono momenti di inserimento utilizzabili.
Eccezione: Non puoi usare questa tecnica nelle lunghe interviste che non hanno altro materiale visivo correlato, quindi non ti offrono l’opportunità per inserire lo spaccato. Oppure se il progetto non ha il filmato e non richiede l’uso di grafica o titoli full-frame.
CONSENTI A UN SOGGETTO DI USCIRE COMPLETAMENTE DALL’INQUADRATURA PRIMA DI MOSTRARLO MENTRE ENTRA NELLO SCATTO SUCCESSIVO
Quando un soggetto lascia l’inquadratura A e entra nella B è meglio che sia uscito del tutto nella prima inquadratura così sarà più facile da tagliare senza dover posizionare di nuovo il soggetto. Oppure potresti soffermarti su una posizione vuota per poco tempo, quando i soggetti se ne sono andati, per aumentare l’impatto emotivo della scena.
Soluzione: Quando il soggetto esce dall’inquadratura A e nell’inquadratura B lo spettatore vedrà un fotogramma vuoto di un nuovo luogo da analizzare e quindi l’attore o l’oggetto entrerà nel fotogramma. Questo consente a far mantenere l’interesse allo spettatore.
Eccezione: Nelle scena d’azione il soggetto rimane sullo schermo alla fine dell’inquadratura A e appare subito dopo all’inizio dell’inquadratura B. Se il ritmo è troppo lento le parti del soggetto visibili alle estremità opposte dello schermo possono causare un jump-cut
ESERCIZI CAPITOLO 5
- 1. Guarda una scena o una sezione di qualsiasi progetto multimediale in movimento. Fatti un’idea della frequenza delle transizioni di ripresa e vedi se rimane relativamente costante o se aumenta o diminuisce in momenti particolari. La frequenza cambia con i cambiamenti del contenuto emotivo del programma?
- 2. Utilizzando la stessa scena o sezione, determinare quali fattori hanno portato alle modifiche che si verificano quando si verificano. Si tratta di informazioni, motivazione, composizione, angolazione della telecamera, continuità o una combinazione di diversi? È qualcosa di completamente separato da questi fattori?
- 3. Montate insieme una breve sequenza (magari dieci clip) di qualsiasi video sorgente che avete a disposizione. È utile se il materiale è di tutti gli argomenti diversi. Quando lo modificate insieme, prendete nota dell’oggetto o della porzione di schermo che osservate subito dopo ogni punto di taglio. Mostra la stessa sequenza a un amico e chiedigli di dirti la prima cosa che guarda dopo ogni taglio. Proietta la sequenza più volte ad altre persone e registra i loro oggetti di interesse o le aree dell’inquadratura che guardano. Confronta ciò che tu, l’editor, hai scelto di guardare in ogni nuova clip con le risposte degli spettatori selezionati. Corrispondono? C’è una tendenza? Sono tutti diversi? Cosa potrebbero significare questi risultati?
- 4. Creare uno scenario rapido in cui sia possibile applicare un ponte sonoro attraverso il taglio. Hai solo bisogno di due inquadrature: la fine di un segmento, A, e l’inizio del segmento successivo, B. Taglia due versioni della transizione: una con un taglio dritto da A a B e una con lo stesso taglio dritto sulla traccia dell’immagine, ma con la clip audio che fa da ponte attraverso il taglio sotto la fine di A e l’inizio di B. Riproduci le due versioni una dietro l’altra. Quale preferite? Quale preferiscono gli altri?
CAPITOLO 6 – TRANSIZIONI VIDEO
TESTE, CODE E MARGINI
Ogni clip ha un inizio (testa) e una fine (coda), se tu unisci insieme due clip hai creato un taglio dritto che è la transizione tra inquadratura A e B. Quindi l’inquadratura A è la clip in uscita e la B è la clip in entrata.
I fotogrammi inutilizzati di ogni clip si chiamano Margini. Tutti i fotogrammi che precedono l’indicatore IN del segmento di clip corrente sono chiamati margini di testa e tutti i fotogrammi che seguono l’indicatore OUT sono chiamati margini di coda.
Se la clip non ha abbastanza fotogrammi aggiuntivi non si potranno creare transizioni di quella durata con quel posizionamento lungo il taglio. I software di montaggio anche se non ci sono fotogrammi aggiuntivi ne creeranno di nuovi, ma il risultato sarà di una qualità inferiore.
IL TAGLIO
Permette di creare una transizione netta tra una clip all’altra, e può anche essere “invisibile” se non si nota.
Si può tagliare in modo drastico (taglio smash) da un luogo all’altro o da tempo all’altro, se si vuole dare una certa sensazione. Ma nella maggioranza dei casi è meglio un taglio graduale come i tagli a L e J.
Il taglio viene utilizzato principalmente usato quando:
- L’azione è continua.
- È necessario un cambiamento improvviso per un “impatto” visivo o acustico.
- C’è un cambiamento nelle informazioni o nella posizione.
Se vuoi eseguire buon taglio devi seguire questi 6 elementi:
- INFORMAZIONI: ogni inquadratura dovrebbe offrire nuove informazioni, visive o sonore. Quindi quando l’inquadratura A esaurisce le informazioni si dovrebbe tagliare alla B.
- MOTIVAZIONE: deve esserci un motivo per fare un taglio (come un elemento visivo/uditivo o un’azione fisica).
- COMPOSIZIONE: se due fotogrammi delle due inquadrature sono troppo simili nella composizione si può avere un jump-cut. Quindi utilizza inquadrature da angolazioni differenti.
- ANGOLO DI RIPRESA: ogni inquadratura successiva tagliata in una sequenza dovrebbe mostrare un’angolazione diversa dalla ripresa precedente (utilizzando l’arco di 180 gradi e spostandosi all’interno di esso di 30 gradi).
- CONTINUITÀ: ogni movimento o azione continua deve essere ben abbinata nelle due inquadrature da tagliare insieme. Deve essere fluido il movimento.
- SUONO: deve esserci una qualche forma di continuità del suono attraverso il punto di taglio. Se non si fa il suono viene tagliato di netto.
LA DISSOLVENZA
È una fusione momentanea e graduale dei fotogrammi finali della clip A con i fotogrammi iniziali della clip B.
La dissolvenza viene spesso utilizzata quando:
- C’è un cambiamento nel tempo
- C’è un cambiamento nel luogo
- Il tempo o le azioni devono essere rallentati o condensati
- C’è una componente calma, cupa o emotivamente tranquilla nel soggetto della storia
- C’è una forte relazione visiva tra le immagini in uscita e quelle in entrata.
Elementi per creare una buona dissolvenza:
- INFORMAZIONI: ogni inquadratura dovrebbe offrire nuove informazioni, visive o sonore.
- MOTIVAZIONE: deve esserci un’azione motivante o necessità narrativa di applicare una dissolvenza (di solito quando ritmo rallenta).
- COMPOSIZIONE: le due scene devono sovrapporsi facilmente, evitando il problema visivo, quando entrambe le immagini sono al 50% di opacità. Puoi anche creare una dissolvenza, anche quando le scena sono molto simili ma hanno soggetti diversi.
- ANGOLO DI RIPRESA: molto probabilmente dissolverai su due inquadrature che presentano diverse angolazioni della telecamera.
- SUONO: anche le tracce audio della scena A si dissolveranno (diventano più silenziose), mentre si passa alla scena B.
- TEMPO: decidi il tempo di durata della dissolvenza, deve durare il tempo necessario per il suo scopo nel film.
DISSOLVENZA INCROCIATA
È un incrocio tra un taglio e una dissolvenza, ed è eseguita rapidamente.
Si possono vedere entrambe le immagini sullo schermo come in una dissolvenza, ma di solito non c’è alcuna sovrapposizione.
Possono avere forme a sega, a iride o a spirale, e muoversi diagonalmente, orizzontalmente o verticalmente attraverso lo schermo, sostituendo la scena precedente con una nuova scena.
Viene usata principalmente per:
- Si verifica un cambiamento di tempo
- Si verifica un cambiamento di posizione
- Non esiste una forte relazione visiva tra le immagini in uscita e quelle in entrata
- I progetti richiedono trattamenti più visivi dal punto di vista grafico, coinvolgenti o fantasiosi nelle transizioni
- C’è un finale per una scena, un atto o un programma.
Elementi per creare buona dissolvenza incrociata:
- INFORMAZIONI: ogni inquadratura dovrebbe offrire nuove informazioni, visive o sonore. Ma non deve essere correlata all’inquadratura esistente che viene cancellata. Puoi utilizzare un elemento grafico come immagini o testo che nascondono la dissolvenza.
- MOTIVAZIONE: basta semplicemente che si voglia cambiare tempo e/o luogo.
- COMPOSIZIONE: il regista dovrebbe fare in modo da poter creare dissolvenze incrociate naturali, utilizzando gli oggetti nella scena come oggetti con bordi netti verticali (porte, angoli edifici..) che passano in primo piano, con il movimento della fotocamera. Questo permette di cambiare scena in modo naturale.
- ANGOLO DI RIPRESA: non devi per forza rispettare le regole dell’angolo della fotocamera.
- SUONO: in base alla durata e al tipo di dissolvenza incrociata che usi, il suono può essere tagliato di netto o con un taglio a L o J o una dissolvenza incrociata alla transizione.
- TEMPO: utilizza una dissolvenza incrociata rapida per far aumentare il ritmo e al contrario una dissolvenza incrociata lenta fa diminuire il ritmo.
LA DISSOLVENZA IN ENTRATA E USCITA
Quando l’immagine da nero gradualmente sfuma e diventa visibile (DISSOLVENZA ENTRATA o FADE IN) e quando un immagine da visibile sfuma gradualmente in nero (DISSOLVENZA USCITA o FADE OUT).
Spesso viene utilizzata la DISSOLVENZA IN ENTRATA:
- All’inizio di un programma
- All’inizio di un capitolo, scena, sequenza o atto
- In caso di cambio di argomento
- In caso di modifica dell’ora
- In corrispondenza di un cambiamento di posizione
Spesso viene utilizzata la DISSOLVENZA IN USCITA:
- Alla fine di un programma
- Alla fine di un capitolo, scena, sequenza o atto
- Dove c’è la necessità di cambiare argomento
- Dove c’è un cambiamento di tempo
- Dove c’è un cambiamento di luogo
Elementi per creare buona dissolvenza:
- MOTIVAZIONE: quando un film sta iniziando o quando c’è la fine di un segmento o di un atto. La dissolvenza in uscita seguita immediatamente da quella in entrata nel punto di taglio serve per far rallentare il ritmo.
- COMPOSIZIONE: Per ottenere una dissolvenza in entrata/uscita è consigliato utilizzare scatti che inizieranno o finiranno (o entrambi) con un’immagine a basso contrasto. Nel senso che non devi avere aree di luce e buio prominenti all’interno dell’inquadratura. Perché creerà uno squilibrio nella luminosità e farà apparire l’azione di dissolvenza irregolare.
- SUONO: I livelli sonori devono aumentare sotto l’immagine luminosa della dissolvenza in entrata. E dovrebbe diminuire in quella in uscita.
- TEMPO: La dissolvenza richiede una durata adeguata che può durare da mezzo secondo a diversi secondi. Segui il tuo istinto e capisci se la durata aiuta il ritmo del film.
CINQUE PRINCIPALI CATEGORIE DI TIPI DI MONTAGGIO
Ora, esamineremo cinque categorie di tipi di montaggio che comprendono i principali tipi di modifiche che possono essere eseguite con la maggior parte del materiale. E questi tipi di montaggio sono:
- Montaggio dell’azione
- Montaggio della posizione sullo schermo
- Montaggio della forma
- Montaggio del concetto
- Montaggio combinata
MONTAGGIO DELL’AZIONE
È quasi sempre un taglio dritto. Questa categoria comprende le modifiche tra le inquadrature che raffigurano un’azione o un movimento continuo di soggetti o oggetti.
Si consiglia di mostrare solo i movimenti iniziali dell’azione nell’inquadratura A e poi di completare l’azione rimanente nell’inquadratura B.
ESEMPIO: Scatto A che mostra un soggetto che esegue un’azione in Campo Lungo, TAGLIO A, Scatto B che raffigura una continuazione di quell’azione vista da un’angolazione diversa intorno al soggetto e in un Piano Medio.
L’esecuzione dei movimenti sembra essere fluida e continua attraverso il taglio. Il tempo è ininterrotto.
Inoltre, alcuni suggeriscono di iniziare il secondo scatto (continuo) da tre a cinque fotogrammi prima del fotogramma effettivo di “migliore corrispondenza” per la continuità del fotogramma fisso. La teoria è che quelle frazioni di secondo di azione sullo schermo vengono “perse” quando lo spettatore riorienta la sua visione verso le diverse posizioni degli oggetti, continuando il movimento all’interno del nuovo contenuto dello schermo.
Alcuni raccomandano un approccio a un terzo/due terzi, in cui si taglia l’inquadratura A in un punto in cui l’azione è completa per un terzo e si taglia l’inquadratura B quando l’azione corrispondente ha due terzi rimanenti.
MONTAGGIO DELLA POSIZIONE SULLO SCHERMO
Aiuta a dirigere gli occhi dello spettatore sullo schermo, perché è il posizionamento unico di soggetti o oggetti nelle due inquadrature tagliate insieme che fa muovere gli occhi dello spettatore intorno all’inquadratura. Questo tipo di modifica può essere un taglio, una dissolvenza o anche una cancellazione, ma di solito è un taglio se non c’è un passaggio di tempo implicito nella modifica.
ESEMPIO: Due persone di profilo rispetto alla telecamera che conversano (usando un Campo Medio), poi si inquadra uno dei due con un’inquadratura più stretta (Piano Medio o Mezza Figura di solito.) e mentre parla, il suo sguardo è diretto verso l’inquadratura a destra. Si passa a un’inquadratura del personaggio B, che viene mostrato nell’inquadratura a destra mentre guarda l’inquadratura a sinistra.
MONTAGGIO DELLA FORMA
È una transizione da un’inquadratura con una forma, un colore o una composizione dimensionale predominante a un’altra inquadratura con una forma, un colore o una composizione dimensionale simile.
Se si utilizza il suono come motivazione, la modifica della forma può essere un taglio dritto, ma nella maggior parte dei casi, la transizione sarà una dissolvenza. Questo è particolarmente vero quando c’è un cambio di location e/o magari un cambio di tempo tra uno scatto e l’altro.
ESEMPIO: Ci sono diversi pacchetti di sigarette in piedi su sfondo bianco. Un pacchetto è il davanti a tutti gli altri. Durante lo spot, questa inquadratura si dissolve in un’inquadratura di lapidi in un cimitero. Ogni lapide è ora posizionata nel punto esatto in cui si trovavano i pacchetti di sigarette nello scatto precedente.
MONTAGGIO DEL CONCETTO
È quando ci sono due riprese di contenuto diverso e, attraverso la giustapposizione di questi elementi visivi in un particolare momento di una storia, può generare un significato implicito, non esplicitamente raccontato nella storia. Questo tipo di modifica può coprire cambiamenti di luogo, tempo, persone e persino la storia stessa, e può farlo senza alcuna interruzione visiva evidente per lo spettatore.
Tieni presente, che questi tipi di modifiche possono essere complicate e, se il significato inteso non è chiaro allo spettatore, potresti semplicemente contribuire a un’interruzione indesiderata del flusso di informazioni visive e causare confusione.
ESEMPIO: L’esempio precedente dei pacchetti di sigarette e delle lapidi è molto simile a una modifica concettuale. L’idea che fumare possa essere dannoso deriva dall’immagine dei pacchetti che si dissolvono nell’immagine delle lapidi. La loro fusione sullo schermo li unisce nella mente dello spettatore, formulando il concetto che il fumo può portare alla morte.
MONTAGGIO COMBINATO
Combina due o più degli altri quattro tipi di montaggio. Una transizione può contenere un montaggio dell’azione combinata con un montaggio della posizione sullo schermo e può esserci un montaggio del modulo e un montaggio del concetto tutto in uno.
ESEMPIO: Considera una storia di fantasia per bambini in cui fratelli piccoli, vestiti in pigiama, giocano insieme poco prima di andare a dormire. Stanno fingendo di combattere alcuni goblin con una torcia e un cuscino. Un fratello lancia la torcia all’altro – CUT TO – il manico di una spada che cade nella mano tesa del secondo fratello, ora vestito con un’armatura da battaglia, in piedi su una stretta sporgenza in una grotta che combatte contro veri goblin.
CONSIGLI CAPITOLO 6
ATTENZIONE AL MONTAGGIO DI UN TAGLIO IN NERO SEGUITO DA UN TAGLIO A IMMAGINE INTERA
Un taglio brusco da un immagine completamente nera a un’immagine visibile porta con sé un peso grammatico.
Soluzione: Alcune combinazioni per la fine di una sequenza o scena e l’inizio di un’altra sono:
- Taglio all’immagine successiva
- Dissolvenza all’immagine successiva
- Cancellazione all’immagine successiva
- Dissolvenza al nero e poi dissolvenza all’immagine successiva
- Taglio al nero e poi dissolvenza all’immagine successiva
- Dissolvenza al nero e quindi taglio all’immagine successiva.
Eccezione: Il cut-to-black e il cut-to-picture vengono utilizzati per separare due interi programmi, due produzioni o due elementi completi l’uno dall’altro, o per ottenere un effetto molto drammatico. Anche i trailer, video di saggistica per i social
APPROFITTA DEL PUNTO DI TRANSIZIONE OFFERTO DALLE DISSOLVENZE NATURALI
Quando un’oggetto nella scena occupa la totalità dell’inquadratura, bloccando momentaneamente la vista. Questo permette di tagliare su una nuova inquadratura.
Soluzione: Non ci devono essere interferenze come gli attori o altri oggetti estranei.
Eccezione: Anche se c’è questa dissolvenza naturale non vuol dire che devi usarla per forza per tagliare da quel punto.
APPROFITTA DEL PUNTO DI TRANSIZIONE OFFERTO DALLA CARRELLATA VELOCE
Offre una motivazione per passare a un’altra inquadratura. Perché il movimento della telecamera creerà una sfocatura (motion blur) alla fine di quella inquadratura che corrisponderà alla sfocatura dell’inquadratura successiva.
Soluzione: Puoi usare gli effetti di transizione di sfocatura con il software di editing.
Eccezione: Attenzione alla carrellata veloce, perchè la testa A e la coda B devono avere la più o meno la stessa velocità e direzione.
NON UTILIZZARE DISSOLVENZE VISIVE DURANTE UNA SCENA DI DIALOGO
Le scene di dialogo solitamente si svolgono in un unico momento e in un tempo continuo della storia, quindi le dissolvenze non servono, perché è come se fosse passato del tempo tra una clip all’altra.
Un altro problema e la traccia audio del video, perché quando si aggiunge una dissolvenza anche l’audio si dissolve e potrebbe compromettere le linee di dialogo in uscita e in entrata.
Soluzione: Utilizza tagli dritti tra clip a clip.
Eccezione: Puoi aggiungere la dissolvenza nei dialoghi se si svolge in un periodo di tempo più lungo.
ESEMPIO: due amici parlano solo occasionalmente, e le dissolvenze coprono gli intervalli di tempo tra le loro parole pronunciate.
USA UN “TAGLIO MORBIDO” O UNA MINI-DISSOLVENZA PER MASCHERARE UN TAGLIO NEL FILMATO DELL’INTERVISTA
Nelle interviste evita di usare i tagli netti e sostituiscili con tagli morbidi (utilizzando le inquadrature di copertura) e dissolvenze.
Soluzione: Piuttosto che utilizzare B-roll o qualche altro spaccato per sovrapporre i tagli di salto morbidi, utilizza una dissolvenza da due a cinque fotogrammi attraverso il taglio per trasformare rapidamente, ma delicatamente, le due immagini video quasi esattamente corrispondenti dell’oratore.
Eccezione: Se l’intervistato ha cambiato troppo la posizione del suo corpo o l’espressione facciale nel punto di taglio, non portai fare la dissolvenza. Quindi utilizza inquadrature di copertura come la faccia dell’intervistatore.
USA UNA DISSOLVENZA TRA RIPRESE SIMILI
Una similitudine è un confronto tra due soggetti non correlati che si trovano in una posizione simile in due inquadrature diverse. Quindi usa una dissolvenza per unire le diverse inquadrature e per creare un nuovo significato.
Soluzione: La composizione di due inquadrature in similitudine non devono necessariamente corrispondere, ma può aiutare a creare un nuovo significato nella scena.
Eccezione: Questa tecnica, se usata, può risultare pesante e quindi utilizza i suoni o elementi visivi meno evidenti, che siano in grado di trasmettere lo stesso concetto.
CREA UN MONTAGGIO DELL’AZIONE CONTINUO ABBINANDO I MOVIMENTI FISICI
Quando una scena è girata nello stile di continuità i movimenti dei soggetti e degli oggetti dovrebbero essere costanti e ininterrotti. Quindi le diverse inquadrature da angolazioni differenti devono essere montate in modo da dare l’illusione del movimento continuo.
Soluzione: Mettiamo caso che in una scena A una donna sollevi una tazza di caffè e passiamo all’inquadratura B in cui la donna continua a sollevare la tazza e mostra l’effettivo sorso della bevanda.
Spesso si suggerisce di iniziare l’inquadratura B da tre a cinque fotogrammi prima del fotogramma visivo “ideale” per una continuità fisica “perfetta”.
Eccezione: Qualsiasi progetto che richieda uno stile visivo speciale, come tagli di salto, o giocare con il continuum spazio/temporale di azioni e reazioni, ecc., non ha sempre bisogno di seguire questa pratica.
ESERCIZI CAPITOLO 6
- Registra una semplice scena di dialogo. Montalo con tagli dritti, metti a punto il ritmo tagliando le code e le teste delle inquadrature e guarda la tua sequenza. Quindi aggiungi le dissolvenze in ogni punto di taglio e osserva di nuovo la sequenza. Come ci si sente? Quale strada preferisci e perché? Le dissolvenze hanno causato problemi tecnici o estetici con il ritmo, l’umore o gli elementi visivi della scena?
- Crea una transizione di tipo dissolvenza tra due clip video in una sequenza. Copia e incolla nuovamente le stesse due clip in questa mini-sequenza mantenendo la stessa dissolvenza. Nella seconda istanza della dissolvenza, aggiungi un effetto sonoro, come un swoosh o altro, in modo che i tempi e la durata siano adeguati. Guarda entrambe le versioni (senza effetti sonori aggiunti e con). Quale preferisci e perché?
- Registra una varietà di scatti di un amico che mostra movimenti ripetuti. Modifica una breve sequenza di queste riprese di copertura col montaggio d’azione, cronometrando la loro continuità di azione e movimento nel modo più fluido possibile.
- Prendete il video dell’esercizio 3 e aggiungete dissolvenze di un secondo a ciascun taglio. L’illusione della continuità è mantenuta? In caso contrario, puoi modificare i tempi di testa e coda delle clip per appianarlo? Cosa succede se sostituisci queste dissolvenze con una sorta di dissolvenza incrociata? Cambia la continuità dell’azione? Altera il ritmo o cambia l’energia del pezzo?
CAPITOLO 7 – TERMINI DI MONTAGGIO, ARGOMENTI E TECNICHE
TERMINI DI MONTAGGIO
TIMECODE
I file multimediali digitali tengono traccia del timecode ovvero il tempo di registrazione tra cui ore, minuti, secondi e fotogrammi. Ad esempio 1 ora e 37 secondi si legge come (01:00:37:00) ovvero (HR:MN:SC:FR).
Devi prestare particolare attenzione a come il materiale sorgente video è stato registrato/codificato in termini di tempo in base agli fps.
SEQUENZA DI MONTAGGIO
Si tratta di una serie di clip rapide, solitamente accompagnate da musica, che mostrano una versione condensata di azioni, attività o eventi nel tempo.
MONTAGGIO PARALLELO
È quando due linee di trama della storia si incrociano l’una con l’altra, questo avvenimento mostra una parte di una trama e dopo la sequenza passa a mostrare l’altra trama. Questo fa capire che le due trame stanno avvenendo nello stesso momento.
Poi ci sarebbe stato un ritorno alla prima linea della trama, e poi di nuovo alla seconda, e così via. È tipicamente usata nelle sequenze d’azione.
MONTAGGIO MULTI-CAMERA
Più telecamere vengono utilizzate sul set per riprendere diverse angolazioni della stessa azione, ottenendo diverse inquadrature di copertura mentre gli attori eseguono l’azione una volta in una sola ripresa. La telecamera 1 registra il primo piano di un personaggio, la telecamera 2 registra contemporaneamente il primo piano dell’altro personaggio e la 3 registra i due attori insieme.
MONTAGGIO COMPOSITO
È un montaggio a multilivello in cui sullo schermo viene visualizzata più di un’immagine contemporaneamente. Ciò richiederà l’uso di più di una traccia video nella timeline e l’uso di effetti visivi o filtri sulle clip sulle tracce superiori.
TITOLI E GRAFICHE
Uno strumento per il titolo ti consentirà di digitare lettere, numeri e alcuni caratteri simbolo direttamente nel monitor di riproduzione video.
RENDERING
Il rendering consiste nella creazione di nuovi file multimediali semplificati basati sul risultato unito di numerosi riferimenti di clip interessati nella timeline. Il rendering consentirà al sistema di riprodurre più facilmente effetti complessi o compositi.
ESEMPIO: Stai montando alcuni video in 4k nella stessa timeline, il software farà fatica a reggere il lavoro e quindi tu eseguirai il rendering delle clip interessate, in modo che le unirà in un nuovo file, così peseranno di meno.
GREEN SCREEN E CHROMAKEY
Chromakey vuol dire che un determinato colore (crominanza) viene “cancellato” o reso invisibile. Si usano soprattutto dei green screen per facilitare l’eliminazione di un determinato colore (in questo caso il verde).
RISOLUZIONE VIDEO
Più pixel di dati hai nella tua immagine, maggiore sarà la risoluzione che avrà. Un’alta risoluzione significa una maggiore capacità di mostrare dettagli più precisi come HD e 4K.
La risoluzione video è solitamente rappresentata da due numeri (#A × #B). Il primo numero descrive la quantità di pixel disposte orizzontalmente in una singola riga sulla griglia dello schermo, da sinistra a destra. Il secondo numero indica la quantità di queste righe dalla parte inferiore dello schermo verso l’alto (cioè i pixel in una colonna verticale).
ESEMPIO: Full HD è 1920 × 1080 e SD utilizza pixel rettangolari o non quadrati come gli altri,
MONTAGGIO ARGOMENTI
MONTAGGIO DEL SUONO
La traccia audio può aiutare a sottolineare la realtà superficiale della scena.
ESEMPIO: Pubblicità di farmaci per alleviare il mal di testa. Una donna si trova in un ufficio rumoroso in un’inquadratura ampia. Taglio su di lei in un piano medio che assume il farmaco e non si sentono più i rumori, ma una musica sognante.
I suoni possono anche fare affermazioni che vanno contro le immagini presentate allo spettatore.
ESEMPIO: C’è una doppia inquadratura di un uomo che dice al suo amico che sta “andando a caccia di un lavoro”. Il ruggito di un leone si sente sulla traccia audio e una transizione di immagini ci porta a un’ampia inquadratura di una strada cittadina affollata e trafficata durante l’ora di punta dei pendolari. Questo suono sottolinea il tema metaforico della giungla delle città.
COLOR CORRECTION E COLOR GRADING
Consente di modificare la luminosità, il contrasto e il colore delle clip finali della sequenza video.
In qualità di editor, il più delle volte speri che il team di produzione abbia registrato immagini che rappresentino l’intero spettro di ombre, mezzitoni e luci e abbiano un’adeguata saturazione del colore.
Un’immagine ad alto contrasto avrà sia aree scure molto forti che aree luminose, ma avrà pochissimi elementi di grigio di mezzitoni tra loro. Un’immagine a basso contrasto avrà il contrario
Durante la correzione del colore, è tradizione stabilire prima il livello di nero del segnale video (il “set-up”), poi il livello del bianco (il “guadagno”) e infine i mezzitoni di grigio (la “gamma”). Una volta impostati i livelli di contrasto, si passa quindi alle regolazioni del colore (o della tonalità).
IMPORTAZIONI IMMAGINI FISSE
Le macchine fotografiche sono in grado di scattare immagini fisse ad altissima risoluzione.
ESEMPIO: Hai una foto da 6000 × 4000 pixel. Anche se state effettuando il montaggio in un progetto video Full HD 1920 × 1080, la risoluzione video (e le dimensioni del fotogramma) sono molto più piccole rispetto alla foto che desiderate aggiungere alla sequenza.
La foto sarà più grande dell’area dell’immagine attiva del video Full HD e dovrebbe essere ridimensionato per adattarlo.
FLUSSO DI LAVORO DIGITALE
Un editor moderno, oltre ad essere un grande narratore, deve anche essere ben informato sui tipi di file delle telecamere, organizzare bene i file, sentirsi a proprio agio con le funzioni generali del computer (su più sistemi operativi) e comprendere le unità multimediali, la rete cloud, ecc.
TECNOLOGIA CONTRO CREATIVITÀ
Molte persone si perdono nelle sfumature dell’ultima applicazione di editing e separano l’importanza delle loro capacità di narrazione dalla loro conoscenza delle funzionalità del software. O peggio, sono così presi dall’apprendimento dell’ultima novità che dimenticano il loro obiettivo principale come narratori visivi.
CONSIGLI CAPITOLO 7
SCEGLI IL CARATTERE GIUSTO PER I TUOI TITOLI
Dovresti scegliere i caratteri tipografici/font sans-serif per la maggior parte degli scopi di titolazione perchè sono ha un aspetto migliore. I serif sono quei pezzetti extra che si estendono dalle strutture principali che formano ogni lettera in un alfabeto.
Soluzione: Utilizza un font, colori, sfumature, ombre che rendano il testo leggibile
Eccezione: Scegli un font adatto per il tipo di video e se condividi i progetti fai in modo che quel font sia presente in un altro computer.
FAI ATTENZIONE ALLA DURATA DELLA GRAFICA TRA LE DIDASCALIE
Se un titolo viene lasciato sullo schermo troppo a lungo, il pubblico potrebbe irritarsi in attesa dell’inquadratura successiva.
Soluzione: Più è lunga la frase e più deve rimanere a schermo. Prova a cronometrare la durata
Eccezione: Non ci sono eccezioni
USA FOTOGRAFIE CON DIMENSIONI E RISOLUZIONE APPROPRIATE
Le immagini che hanno una risoluzione di pixel inferiore a quella delle impostazioni del progetto, dovranno essere ridimensionate e quindi perderanno qualità.
Soluzione: Utilizza immagini che corrispondono o superano le dimensioni del progetto. ESEMPIO: Progetto FHD (1920 × 1080 pixel), trova un immagine con la stessa risoluzione o maggiore.
Eccezione: Quando devi utilizzare immagini con risoluzioni inferiori, ingrandisci quell’immagine e mettila sullo sfondo con un effetto di sfocatura e utilizza la stessa immagine però più piccola al centro in modo che risalti.
UTILIZZO TAGLI J E L PER ATTENUARE TRANSIZIONI
I tagli dritti tagliano di netto e quindi crea un effetto di stacco, quindi usa i tagli a J e L per rendere la transizione audio e video più tenue.
Soluzione: il taglio a L allunga la traccia audio e accorcia quella video e il taglio J fa il contrario.
Eccezione: Alcuni momenti di un video, possono beneficiare del taglio netto, come il cambio improvviso dei livelli audio.
SE LAVORI PER UN CLIENTE, ESEGUI LA CORREZIONE DEL COLORE PRIMA DI MOSTRARE LA BOZZA
Nei video il colore, la luminosità e il contrasto possono essere corretti rapidamente in modo che risulti migliore.
Soluzione: Può essere utile correggere eventuali problemi importanti di luminanza e crominanza in anticipo, nella fase di taglio preliminare. Così quando mostrerai il processo al cliente sarà contento perché vede il video migliorato.
Eccezione: Quando alcuni clienti si fidano del processo
QUANDO ESEGUI LA CORREZIONE COLORE, LAVORA PRIMA SULLE SINGOLE INQUADRATURE, POI SULLE SCENE, E INFINE SULL’ASPETTO GENERALE DEL FILMATO
Se si inizia in piccolo e si costruiscono pezzi più grandi dell’intero pezzo, si otterranno i livelli di base per la gradazione del colore, si abbineranno le clip di scena adiacenti e si sarà in grado di modificare un aspetto generale per l’intero progetto, in quest’ordine.
Soluzione: Prima inizia dalle inquadrature che richiedono correzioni più facili e poi passa a quelle che richiedono correzioni più difficili. È necessario correggere una singola ripresa e quindi applicare tale correzione a tutte le altre clip della stessa clip master che risiedono anche nella timeline. Quindi, correggi le altre inquadrature in quella scena in modo che le riprese che dovrebbero svolgersi nello stesso luogo e nello stesso momento del film abbiano un aspetto uniforme. Quando il risultato di tutte le clip è soddisfacente, crea una color generale per l’intero video montato.
Eccezione: Non ci sono eccezioni
ESERCIZI CAPITOLO 7
- Creare una sequenza di montaggio. Registra un video di un evento nella tua città. Rivedi il filmato ed estrai le tue clip preferite. Assembla una sequenza di montaggio e aggiungi un brano musicale appropriato all’atmosfera e al ritmo degli elementi visivi.
- Esercitati con l’editing parallelo creando una scena in cui due persone cercano lo stesso oggetto, una all’interno e l’altra all’esterno di un luogo. Monta le riprese di ciascuno separatamente, poi combinane le sequenze con tagli paralleli. Valuta il ritmo della nuova sequenza per capire se genera tensione e suspense, e apporta eventuali modifiche a inquadrature e tempistiche per migliorare l’effetto. Consiglio: usa suoni ambientali, illuminazione e colori distinti per ogni ambiente.
- Duplica la sequenza finale dell’Esercizio 2 e individua dove inserire tagli audio a L. Colora ogni clip per ottenere un buon contrasto e bilanciare lo spettro cromatico.
- Utilizza le clip video registrate nell’Esercizio 1 o creane di nuovi. Monta una breve sequenza con due o più tracce video sovrapposte in diversi punti della timeline, sperimentando effetti e tecniche per mostrare più flussi video all’interno del fotogramma 16:9.
MAPPA MENTALE:



