SCHEDA LIBRO
- Titolo originale: HOW TO BE EVERYTHING
- Titolo italiano: DIVENTA CHI SEI: UNA PRATICA GUIDA PER PERSONE CREATIVE CHE HANNO MOLTEPLICI PASSIONI ED INTERESSI
- Autore: Emilie Wapnik
- Categoria: Crescita personale
PRIMA PARTE – SONO UN MULTIPOTENZIALE?!
CAPITOLO 1 – NIENTE DI SBAGLIATO IN TE
DIVERSI TIPI DI PERSONA
Per capire se sei un mulipotenziale, bisogna prima capire alcune definizioni:
- MULTIPOTENZIALE chi ha più interessi e capacità creative.
- ERUDITO: chi ha un’ampia conoscenza di tante discipline e argomenti diversi.
- PERSONA RINASCIMENTALE: chi ha interessi molteplici e un’ampia conoscenza di argomenti differenti.
- TUTTOFARE: chi se la cava in più campi.
- GENERICO: chi non è specializzato e ha capacità o interessi svariati.
- ESPLORATORE: chi ha grande curiosità in molti campi non collegati tra loro.
- MALLEABILE: chi è capace di assumere più identità e svolgere una serie di compiti diversi con disinvoltura.
INCERTEZZE DEI MULTIPOTENZIALI
- Il senso di colpa e vergogna (quando ci spostiamo da un ambito all’altro).
- Il disagio di essere ogni volta degli esordienti.
- La paura di non stare facendo del nostro meglio.
- La sindrome dell’impostore.
- Le critiche degli altri.
- Il temuto: Allora, di cosa ti occupi?
CAPITOLO 2 – MULTIPOTENZIALI: FANNULLONI O INNOVATORI
SUPERPOTERI DEI MULTIPOTENZIALI
- Eccellente capacità di sintesi. Unire due o più concetti e creare cose innovative.
- Afferrano i concetti e sviluppano in fretta le competenze per 4 motivi principali:
- Comprendiamo che cosa vuol dire sentirsi dei principianti. Aver già superato una volta questa imbarazzante condizione ci scoraggia di meno quando l’affrontiamo di nuovo.
- Nelle cose che ci affascinano mettiamo passione (a volte, anche ossessione)
- Quando assecondiamo un nuovo interesse non partiamo mai da zero, perché molte tecniche si trasferiscono da una disciplina all’altra.
- Siamo curiosi.
3. Riescono a stare a loro agio in situazioni e compiti diversi, sono ADATTABILI.
4.. Sono capaci di vedere la connessione tra idee individuali e mondo esterno.
5. Sono connettori, nel senso che amano relazionarsi emotivamente con gli altri e aiutarli a capire come entrare in empatia tra loro.
I multipotenziali sono sempre stati degli innovatori e possono avere risultati eccellenti con una conoscenza sufficiente.
PROBLEMA DEI MULTUPOTENZIALI
Quando si parla di successo professionale, l’ostacolo più duro non è l’incostanza, ma la mancanza di risorse didattiche.
CAPITOLO 3 – INGREDIENTI VITA MULTIPOTENZIALE
COSA ACCOMUNA I MULTIPOTENZIALI?
Tre elementi importanti nella vita multipotenziale: denaro, senso e varietà, nella misura che ognuno riteneva giusta per sé.
DENARO
In questo mondo capitalistico il denaro non basta mai e per ottenerlo facciamo lavori non soddisfacenti e lavorando troppo andiamo in contro a malattie come stress, problemi cardiovascolari…
Il denaro aiuta i multipotenziali a coltivare le loro passioni.
CONDIZIONI PER UNA BUONA VACANZA:
- Il perseguimento di uno scopo.
- Consapevolezza di sé.
- Prudenza e Resilienza.
- Spirito d’avventura.
- Sensibilità culturale.
OBIETTIVI FINANZIARI
- Quanto ti serve per le spese di base (affitto, bollette, cibo, eccetera) e quali sono le tue spese aggiuntive?
- A cosa dai più valore? Ci sono tipologie di beni o servizi che ti danno grande gioia e altri di cui ti importa molto meno?
- Di quali cose ed esperienze hai bisogno per realizzarti? Qui concediti di sognare.
- Come sarebbe la tua vita se dovessi ottenerle grazie al raggiungimento dei tuoi obiettivi finanziari?
- Quali sono le tue ancore di salvezza? Hai amici o familiari che ti ospiterebbero o ti presterebbero soldi se fossi in una situazione disperata?
CONCETTI CHIAVE SUL DENARO
- Per vivere e stare bene serve denaro, ma la quantità varia moltissimo da persona a persona.
- Il denaro è solo uno degli ingredienti per una vita felice.
- Quando elaboriamo un progetto di vita è importante tener conto delle circostanze in cui ci troviamo e dei nostri obiettivi, valori e bisogni finanziari.
- Per costruire una carriera compatibile con la nostra multipotenzialità serve tempo e sperimentazione. Nel frattempo, è bene assicurarsi di soddisfare i bisogni primari.
SENSO
Niente ha senso se non vi è la profonda consapevolezza che si sta facendo qualcosa di significativo.
Lo capisci quando una determinata cosa non c’entra per nulla con la tua vita.
Se fai qualcosa senza un senso le giornate si trasformano in routine.
È importante chiedersi “perché” fai quello che fai?
Più conosciamo noi stessi più facile diventa prendere decisioni sulla carriera che non si limitino a soddisfare gli obiettivi di guadagno, ma ci facciano anche sentire bene.
Non si tratta di capire solo che cosa in passato ci ha spinto a definire significativa un’attività (conferenze pubbliche, contabilità, ricerca, illustrazione..), ma perché è stata così gratificante (ispirare gli altri, risolvere problemi, acquisire nuove conoscenze..).
ESEMPIO: Se sappiamo che uno dei nostri perché è semplificare idee complesse, per noi può essere significativo insegnare, disegnare o lavorare nelle scienze della comunicazione.
QUALI SONO I TUOI PERCHÈ?
- Ripensa a una volta in cui ti sei sentito pienamente vivo, entusiasta e dentro il tuo elemento. Cosa stavi facendo? Chiudi gli occhi e cerca di ricordare quel che avevi attorno, chi c’era e cosa provavi.
- Dopo aver individuato l’attività specifica (leggere un libro di storia, esporre una strategia di marketing…) fai un passo indietro. Cosa ti faceva amare questa attività più delle altre? E cosa ti spingeva a farla?
- Ripeti i punti 1 e 2, per individuare dai 3 ai 5 altri momenti in cui ti sei sentito veramente vivo. Va bene anche se sono cose molto diverse tra loro e se sei stato spinto a farle per motivi differenti o contraddittori.
- Su un foglio nuovo o in uno spazio a parte, componi un elenco dei perché che hai scoperto.
- Ritorna su ogni momento della tua lista. Ti vengono in mente altre esperienze fatte nella tua vita privata o professionale che ti sono piaciute per gli stessi motivi?
- Ci sono elementi in comune tra i vari momenti che hai individuato? Includevano altre persone, e che tipo di persone erano? Sono nati in contesti che erano tranquilli o sprizzavano energia? Anche qui, non preoccuparti se le situazioni sono in conflitto tra loro. Non c’è niente di male se ti piacciono sia la solitudine che le attività di gruppo. Noi multipotenziali vogliamo pianificare contando sulle nostre contraddizioni.
Provando a individuare un unico perché rischiamo, però, di semplificare troppo le cose e limitarci ad applicare alle nostre vite una nuova versione dell’ideale specialistico. Studia i modelli e le forze che ti sollecitano, ma impara a stare a tuo agio con la tua pluralità.
AVERE ABBASTANZA DENARO E SENSO
Non confondere la redditività con il valore.
Un attività può non generare soldi, ma ci rende migliori come passare del tempo con la famiglia.
Va bene anche fare qualcosa per soldi, ma l’importante che sia abbastanza piacevole/tollerabile.
VARIETÀ
Noi multipotenziali anche se facciamo un lavoro che amiamo alla lunga stanca e per questo vogliamo cambiare.
Una varietà limitata porta alla noia, depressione, frustrazione e una varietà ampia porta delusione e insoddisfazione nei progressi che vorremmo raggiungere.
La verità solo tu la sai, il numero di progetti aperti lo decidi te.
Si può avere varietà tra lavori diversi o all’interno di uno stesso lavoro.
ESEMPIO: Regista, devi saper fare lo scrittore,disegnare,fotografo,marketing etc.. oppure fare più lavori che siano diversi.
PERCHÉ SPERIMENTARE?
È importante sperimentare e riflettere (ti annoi, ti senti sovraccaricato, eccetera?). Così potrai aggiungere o togliere progetti, finché non ti avvicini alla misura che ti soddisfa di più.
QUANTA VARIETÀ TI SERVE?
Le prime tre domande serviranno a decifrare le tue costanti generali, mentre le domande dalla quattro alla sei ti daranno una mano a valutare la tua situazione attuale.
- Pensa a un periodo della vita in cui eri annoiato e privo di ispirazione perché facevi per troppo tempo la stessa cosa. A quanti progetti stavi lavorando? Erano interdisciplinari o specialistici?
- Pensa a un periodo della vita in cui ti sei sentito schiacciato dalla quantità di progetti diversi che avevi in corso. A quanti stavi lavorando? Erano interdisciplinari o specialistici?
- Pensa a un periodo della vita in cui ti è sembrato di aver trovato l’equilibrio perfetto tra i vari progetti che stavi seguendo. Quanti erano? Ed erano interdisciplinari o specialistici?
- Pensa al tuo attuale insieme di progetti privati e professionali e metti una X su questa linea nel punto in cui credi di trovarti.
- Ora metti una X sul punto della linea in cui ti piacerebbe trovarti (l’esercizio può portare a risultati diversi in periodi diversi della tua vita).
- La seconda X si trova in un punto differente dalla prima? Cosa può servirti per arrivarci? Quali progetti o attività potresti eliminare o aggiungere?
VISIONE DI INSIEME
È importare fare un passo indietro e chiederci non solo quale sia il nostro lavoro o la carriera ideale, ma che aspetto abbia la nostra vita ideale.
Solo dopo un’idea chiara degli obiettivi su larga scala, possiamo provare a escogitare un modo per far funzionare economicamente quel tipo di vita.
GIORNATA PERFETTA
- Immagina di svegliarti al mattino. Cosa vedi attorno a te? Chi c’è? Cosa fai quando ti alzi? E poi? Continua a descrivere la tua giornata fino al momento in cui chiudi.
- Come ti senti? Esercitati come se la vivessi già, nel presente, e prova a metterti davvero nei panni di questo te futuro.
- Quale corrispondenza c’è tra la tua giornata perfetta e alcuni dei perché che hai individuato prima?
I tuoi obiettivi cambieranno nel tempo, quindi non sentirti vincolato per sempre a nessuna delle risposte, ma ricorda che avere un’idea generale sul tipo di vita che vorresti avere è un punto di partenza importante.
Conserva le risposte a questi esercizi in un posto sicuro, perchè serviranno dopo
SECONDA PARTE – MODELLI MULTIPOTENZIALE
CAPITOLO 4 – QUATTRO MODELLI DI LAVORO MULTIPOTENZIALE
ABBRACCIO DI GRUPPO
Descrive una sola poliedrica carriera, un solo multiforme business, che ti permette di incrociare più interessi e attività allo stesso tempo.
Rispondi:
- Ami i progetti a più dimensioni, dove finisci per essere coinvolto in ruoli e livelli diversi?
- “Quello che fai per soldi” vuoi rifletta in totale (o quasi) chi sei?
- Ti senti a disagio quando segui progetti che tra loro non hanno quasi nulla in comune?
- Quando ti concentri su un solo aspetto del tuo lavoro, vuoi avere una sensazione di sincronia, che te lo mostri come parte di un disegno più grande?
Se hai risposto sì almeno a 2 di queste domande, prendi seriamente in considerazione il modello di lavoro.
ALTERNANZA
Due o più lavori e/o attività part time che alterni su basi regolari.
Rispondi:
- Ti piace alternare spesso lavori diversi?
- Ti capita con frequenza di essere attratto da temi specialistici o di nicchia?
- Ti interessa poco mettere tutte le tue passioni al servizio di un solo progetto?
- Consideri la libertà e la flessibilità più importanti della stabilità?
APPROCCIO EINSTEIN
Un solo lavoro o attività a tempo pieno che basta a mantenerti, lasciandoti abbastanza tempo libero ed energie per dedicarti alle tue altre passioni.
Rispondi:
- Consideri la stabilità più importante della flessibilità?
- Vuoi che il tuo lavoro retribuito sia gradevole, ma non per forza la sintesi del tuo essere e dei tuoi scopi?
- Ti piace e ha significato per te portare avanti i tuoi tanti interessi per diletto, come hobby?
- Vuoi dedicarti a qualcosa che di solito non frutta grandi guadagni?
LA FENICE
Scelta di chi lavora in un solo settore per più mesi o anni, per poi cambiare, dando inizio a un nuovo percorso in un campo diverso.
Rispondi:
- Hai un rapporto ossessivo con le cose per periodi lunghi?
- Senti, anche dopo mesi o anni, la stessa voglia di spostarti su un ambito diverso?
- Ti piace approfondire certe materie e spesso ti prendono per uno specialista?
- La tua giornata non ha bisogno di molta varietà per renderti felice?
Questi modelli possono essere mescolati e accoppiati.
Passa da uno all’altro dopo qualche anno. Sii ibrido.
CAPITOLO 5 – ABBRACCIO DI GRUPPO
Può essere trovato o creato.
Puoi scoprire un lavoro interdisciplinare compatibile con i tuoi interessi, oppure progettare un ruolo o un’attività che ti permettano di flettere i diversi muscoli della tua personalità.
ESEMPIO: Fondendo interessi diversi come cucina, psicologia e chimica facendo vedere come il cibo modifica la personalità.
5 STRATEGIE PER FONDERE GLI INTERESSI
1) LAVORARE IN UN SETTORE PER SUA NATURA INTERDISCIPLINARE
C’è un settore che copre tutto o parte dei tuoi interessi? Per lavorare in un ambito interdisciplinare bisogna avere una certa familiarità con ambiti e prospettive diversi.
2) DOVE SI TROVANO GLI ALTRI MULTIPOTENZIALI?
Mai provato un briciolo di interesse per un settore, solo per scoprire nel giro di pochi mesi che forse ti annoia a morte? Un altro, invece, che non sembra avere nulla di multipotenziale può nascondere qualche occasione fatta apposta per noi.
3) LAVORARE PER UN’ORGANIZZAZIONE DI LARGHE VEDUTE
Trovare un capo lungimirante che apprezzi le tue idee e voglia far uso delle tue risorse.
4) RENDERE PIÙ ETEROGENEO IL LAVORO ATTUALE
Se hai già un lavoro in un’azienda poco interessata alle tue svariate competenze, cosa puoi fare?
Dopo aver fatto un po’ di esperienza nel settore di assegnazione e aver dimostrato le proprie capacità, convincono i datori di lavoro ad affidare loro nuovi e maggiori compiti e responsabilità.
5) AVVIARE ATTIVITÀ IN PROPRIO
Il modo più facile per lavorare alle dipendenze di un capo che ti lascia fare più cose diverse è essere il capo di te stesso.
FONDERE O NON FONDERE?
Per avviare un’attività non devi per forza integrare tutti i tuoi interessi dal primo all’ultimo. Ricorda che l’obiettivo è ottenere un senso complessivo di varietà nella vita.
E puoi ottenerlo: internamente con un lavoro o un’occupazione poliedrici, oppure esternamente, accoppiando due o più attività, lavori e hobby diversi.
ESPLORA I TUOI INTERESSI AL DI FUORI DEL LAVORO
Non c’è niente di male nel curare un interesse o un’attività per puro svago durante il tempo libero.
CREA LA TUA LISTA PRINCIPALE DI INTERESSI
Scrivi ogni interesse, passione, abilità e curiosità, passati e presenti, che ti vengono in mente. Non autocensurarti.
Includi anche le attività che al momento non porti avanti e gli interessi appena nati o passeggeri.
PERFEZIONA LA LISTA
Cancella i tuoi interessi “defunti” le voci della lista che non hai più voglia di approfondire nell’immediato futuro.
CREA SOTTOGRUPPI
Probabilmente, alcuni interessi presenti in lista si incastrano tra loro in modo più naturale rispetto ad altri.
Raggruppali su un foglio nuovo e dai loro un nome.
ESEMPIO: Fotografia, disegno, incisione e chitarra, possono ricadere sotto “Arte”
ACCOPPIA SOTTOGRUPPI E SINGOLI INTERESSI
Che risultato ottieni incrociando le varie voci e i sottogruppi della lista? Se i tuoi interessi sembrano non avere niente in comune tra loro, va benissimo.
Accoppiali comunque e osserva quali idee ingegnose/comiche di carriera puoi ricavarne. Economia antropologica?
CI SONO INCROCI GIÀ ESISTENTI IN UN SETTORE?
Ricontrolla le coppie che hai formato per vedere se gli incroci si ritrovano già in discipline esistenti.
ESEMPIO: l’Intelligenza artificiale, è un misto di psicologia, filosofia, tecnologia, neuroscienza…
ALL’INTERNO DI CIASCUN SETTORE, QUALI SONO LE AREE PIÙ MULTIDISCIPLINARI?
Per ciascuno dei tuoi sottogruppi, fai delle ricerche e vedi se in quel determinato settore ci sono mansioni interdisciplinari.
ESEMPIO: l’abbigliamento funzionale è una branca della moda che unisce grafica, arte, biologia…
RICERCA LAVORO
Concentrati sui termini che richiamano i multipotenziali, come creativo , multidisciplinare e adattabile nelle ricerche di lavoro.
CAPITOLO 6 – ALTERNANZA
CHI AMA ALTERNARE PUÒ LAVORARE SIA COME DIPENDENTE SIA IN PROPRIO
L’ALTERNANZA FA PER TE?
- Riesci a dare il meglio quando alterni spesso lavori in ambiti diversi?
- Vai matto per un’attività specialistica o di nicchia, ma ti senti in trappola anche solo all’idea di impegnarti a tempo pieno?
- L’ipotesi di mettere le tue passioni e competenze al servizio di un unico ente non fa per te?
SOGNARE IL PART-TIME
Lavorare un paio d’ore settimanali in settori o progetti diversi garantisce una settimana divertente, flessibile e ricca di varietà, impossibile o assai difficile quando hai una tipica occupazione che ti impegna per l’intera giornata o quasi.
NOIA
Mettere anima e corpo su un solo lavoro o progetto può portare alla lunga a stancare e annoiare per questo serve varietà
AUTOGESTIONE
Per reggere una florida alternanza di carriere, dobbiamo essere molto motivati e indipendenti; gestire noi la nostra agenda; avere la volontà di seguire una strada nuova che creeremo.
3 MOTIVI PER ESSERE ALTERNATI
- Vogliamo sbarazzarci del lavoro a tempo pieno, per volere più controllo sul proprio lavoro e sul proprio tempo.
- Ci capita l’occasione di un part-time, quando qualcuno nota in noi una particolare attitudine e si offre di pagarci per metterla a frutto,
- Ci buttiamo correggendoci in corso d’opera, c’è chi dà avvio all’Alternanza con un’insalata di lavori a caso, correggendo, poi, il portfolio professionale in base a:
- Quali attività gli piacciono di più.
- Quali sono le più redditizie.
- Quali occasioni gli si presentano.
CREA LA TUA LISTA PRINCIPALE DI INTERESSI
Scrivi ogni interesse, passione, abilità e curiosità, passate e presenti, che ti vengono in mente. Non autocensurarti.
Inserisci anche quelle appena nate e passeggere, oltre alle attività che al momento non porti avanti.
PERFEZIONA LA LISTA
Cancella i tuoi interessi “defunti”, le voci dell’elenco che non hai più voglia di approfondire nell’immediato futuro.
ULTERIORE PERFEZIONAMENTO
Dai un’occhiata alla lista principale e sottolinea le voci:
- Che in passato ti hanno fruttato un guadagno.
- Nelle quali hai una competenza superiore alla media e che sono molto redditizie.
FAI UNA LISTA DI POSSIBILI ATTIVITÀ/ FONTI DI GUADAGNO
Su un foglio nuovo riscrivi ogni interesse sottolineato e munito di asterisco, lasciando molto spazio sotto ciascuna voce.
Proprio là, dovrai comporre una lista di attività/ fonti di guadagno che ti ispirano. Non temere di includere attività che ti sembrano difficili o poco realistiche.
QUESTE ATTIVITÀ SONO IN LINEA CON I TUOI PERCHÉ?
Confronta ogni attività che hai sul foglio con i perché individuati precedentemente. Sono tutte in linea con uno o più di essi?
PROVA A METTERE INSIEME LE VARIE ATTIVITÀ
Su un foglio nuovo, scrivi da 2 a 5 attività che reputi stimolanti e valuta come si incastrano. Ecco alcune domande da farti:
- Sono attività tanto diverse tra loro da aggiungere ciascuna un tratto unico alla mia vita?
- Mi daranno abbastanza (ma non troppa) varietà?
- Unite in questo modo, mi garantiranno un reddito sufficiente rispetto ai miei obiettivi economici?
- Quest’alternanza di lavori è compatibile con la mia Giornata Perfetta?
Forse adesso non sai rispondere a queste domande con molta precisione. Dall’Alternanza ideale alla vita vera, per adeguare una carriera a questo modello, bisogna sperimentare molto.
CAPITOLO 7 – APPROCCIO EINSTEIN
Per alcuni, l’idea di relegare la propria multipotenzialità alle sere e ai weekend è inaccettabile. Piuttosto che passare 40 ore a settimana facendo qualcosa in cui non possiamo impegnare completamente noi stessi.
Per molti, invece, questo modello ha un che di liberatorio. Eliminando l’obbligo pressante di generare profitto da ogni interesse, diventiamo liberi di esplorare senza timori.
Ti da più stabilità e meno varietà.
Accettano l’ambiente, la routine e il cameratismo per il lavoro che fanno.
COSA RENDE UN LAVORO “BUONO QUANTO BASTA”?
Assicurarti che il tuo lavoro nel complesso, ti soddisfi. Se è solo appena sopportabile o non ti permette di appagare i bisogni fondamentali,sarai infelice. Per qualificarsi come “buono quanto basta”, deve soddisfare 3 requisiti:
- Essere piacevole, preferibilmente anche divertente e stimolante, e appartenere a un ambito per cui nutri un vero interesse. Non dev’essere per forza poliedrico, anche se può capitare.
- Garantire una retribuzione che ti permetta di raggiungere i tuoi obiettivi economici.
- Lasciarti abbastanza tempo libero ed energia per portare avanti gli interessi extra-lavorativi. Se ti occupa per ottanta ore alla settimana o, a fine giornata, ti lascia stanco e nervoso, non è “buono quanto basta”.
Il lavoro quanto basta esiste ma è difficile da trovare.
TROVARE L’ENERGIA
Quando consideri un lavoro potenzialmente decente, pensa al grado di somiglianza che ha con gli altri tuoi interessi. Si appella alle stesse competenze e modalità?
In tal caso, un eccesso di attività analoghe non ti renderà più difficile concentrarti, quando passi da una giornata lavorativa piena ai tuoi progetti personali?
VARIETÀ QUANDO MENO È DI PIÙ
È sempre vero che più varietà c’è, meglio è? Non necessariamente. Ci sono mille motivi per cui puoi preferire un’occupazione fissa meno variegata.
IL LAVORO AUTONOMO “BUONO QUANTO BASTA”
La versione autonoma dell’approccio Einstein implica la gestione di un’attività ristretta e redditizia che ti garantisca un guadagno sufficiente a lasciarti abbastanza tempo libero per portare avanti le tue altre passioni.
È un modello che funziona bene per i multipotenziali che hanno una conoscenza specialistica, di cui c’è molta richiesta.
Competenze tecnologiche come la programmazione, lo sviluppo di siti web o la grafica digitale, in genere, fanno nascere attività abbastanza solide. La consulenza è un’altra offerta precisa che può rivelarsi piuttosto redditizia.
IL VALORE RELATIVO DELLE COMPETENZE
Se fai un lavoro molto richiesto e hai le competenze tecniche specifiche guadagnerai molti soldi se sono lavori tecnici e d’informazione.
È più difficile guadagnare con lavori creativi come l’attore di teatro.
CREA LA TUA LISTA PRINCIPALE DI INTERESSI
Scrivi ogni interesse, passione, abilità e curiosità, passati e presenti, che ti vengono in mente. Non autocensurarti. Includi anche le attività che al momento non porti avanti e gli interessi appena nati o passeggeri.
PERFEZIONA LA LISTA
Cancella i tuoi interessi “defunti”, le voci della lista che non hai più voglia di approfondire nell’immediato futuro.
FAI UNA LISTA DI IPOTETICI LAVORI “BUONI QUANTO BASTA”
Immagina di parlare con un consulente.
Quali carriere ti suggerirebbe dopo aver dato un’occhiata alla tua lista principale di interessi? Fai qualche ricerca per capire quali si consigliano, in genere, a una persona col tuo percorso alle spalle. Quelle solitamente considerate “pratiche”, spesso generano lavori “buoni quanto basta”.
ESEMPIO: Se, cerchi “carriere legate agli sport”, troverai proposte come direttore sportivo, psicologo di una certa disciplina e dietologo dello sport.
CONTROLLA TUTTO DI NUOVO PER ASSICURARTI CHE OGNI LAVORO TROVATO SIA DAVVERO “BUONO QUANTO BASTA”
Per ogni potenziale lavoro “buono quanto basta” che hai trovato, fatti le seguenti domande:
- Mi garantirà un reddito sufficiente a soddisfare gli obiettivi monetari?
- Quante ore alla settimana mi prenderà?
- Sarà stimolante da un punto di vista creativo, emotivo e fisico?
- Mi darà occasione di imparare qualcosa?
- Sarà divertente? Prevedo già che il mio capo, i miei colleghi e l’ambiente mi piaceranno?
- È abbastanza diverso dagli altri progetti che vorrei portare avanti? Richiede competenze e stili di pensiero diversi?
- Come saranno la mia giornata e la mia settimana se dovessi ottenere questo lavoro e dedicarmi alle mie altre passioni nel tempo libero? È un programma compatibile con la Giornata Perfetta?
Non è necessario che ogni lavoro realizzi in pieno tutti questi criteri, e probabilmente non sarai in grado di rispondere, a tutte le domande che, sono importanti per valutare attività potenzialmente “buone quanto basta”.
FAI UN ELENCO DI POSSIBILI ATTIVITÀ “BUONE QUANTO BASTA”
Dai un’occhiata alla tua lista principale. Per quali delle tue competenze le persone sarebbero più disposte a pagarti? Non preoccuparti se ancora non ti senti di portarle avanti tutte professionalmente.
QUANTO SONO REDDITIZIE LE COMPETENZE CHE HAI INDIVIDUATO SOPRA?
Per ogni competenza individuata, chiediti:
- Quanto può fruttarmi?
- Vi è richiesta nel mercato per questa competenza?
- Quanto è rara?
- Esiste un pubblico che pagherebbe di più per questa competenza o una nicchia di mercato in cui potresti inserirti?
ESEMPIO: Il marketing freelance per le aziende più grandi potrebbe fruttare di più rispetto a un lavoro con piccole società o società no-profit).
CAPITOLO 8 – LA FENICE
Adottare l’approccio della Fenice significa lavorare in un solo settore per più mesi o anni e poi cambiare direzione, cominciando una nuova carriera in un nuovo settore.
Offre poca varietà, o meglio, quella che ti mette a disposizione si manifesta molto lentamente.
Te ne accorgi solo se ti fermi a guardare indietro la tua storia professionale.
Nel periodo in cui ti avventuri in un campo nuovo, probabilmente ti dedicherai a pochi interessi. Esplori le cose una alla volta, impiegando spesso diversi anni tra un passaggio e l’altro.
E SE TI SERVISSE PIÙ VARIETÀ?
Immaginiamo che tu non sia centrato come un laser, a differenza dei tipi Fenice che abbiamo incontrato finora. Un modo per rendere più vario questo approccio è unire modelli di lavoro diversi e/o integrarli progressivamente, arrivando al tuo obiettivo per gradi.
ESEMPIO: Un multipotenziale che passa dall’ingegneria al settore della salute e poi, a quello del cibo nell’arco di dieci anni. Da ingegnere, usa l’Approccio Einstein, e ha un lavoro “buono quanto basta” in una grande azienda, mentre esplora parallelamente le sue altre passioni.
Nel settore della salute, invece, adotta l’Alternanza, trovando diverse fonti di reddito part-time, ognuna connessa in qualche modo all’ambito sanitario: presta assistenza in una clinica per qualche giorno a settimana, si offre come coach dell’alimentazione per alcuni clienti, e insegna yoga.
Infine, dopo essere passato all’industria del cibo, sfrutta l’Abbraccio di Gruppo avviando un panificio gluten-free, che incarna la sua Attività Rinascimentale, unendo gli interessi nel campo della salute e del cibo.
COME SAPERE QUANDO CAMBIARE SETTORE?
Per capire se un lavoro non fa più per te immagina che 1 sia fantastico e 10 stai male.
Tu devi capire come stai e successivamente cambiare lavoro o rimanere.
Tra 5-8 è il momento migliore di cambiare lavoro perchè sei lucido.
Tra 9-10 è il momento peggiore per prendere decisioni perché stai male e depresso, sceglierai sicuramente un altro lavoro che non ti soddisfa solo per toglierti di mezzo quell’altro lavoro, continuando il circolo vizioso.
Il problema non è la depressione o lo stress il problema è la noia.
Perdi facilmente la pazienza e capisci che non hai più entusiasmo e stimoli per ciò che fai. Forse hai smarrito il desiderio di avviare nuovi progetti, mentre in passato eri sempre pieno di idee da proporre al tuo capo.
GUARDATI INTORNO PRIMA DI FARE IL SALTO
Prima di buttarti in un altra esperienza lavorativa accumula conoscenze, esperienza e contatti guardandosi intorno.
CONSIGLI PER REINVENTARSI:
- CERCA NELLA TUA RETE DI CONTATTI: Fai una ricognizione delle persone che conosci per vedere chi può presentarti o farti da referente.
- ESPANDI LA TUA RETE: Partecipa agli eventi legati al tuo nuovo interesse, frequenta i convegni e prova a fare nuove conoscenze. Quando non ne puoi più, scappa e, poi, sentiti con chi, tra quelli che hai conosciuto, potrebbe diventare un amico o un collega. Se si trova lontano fai una videochiamata
- FAI VOLONTARIATO: Il volontariato ti consente di fare esperienza, sviluppare le tue abilità e dare un contributo alla comunità. Potrai conoscere persone che lavorano già nel settore. Loro conoscono le nuove offerte di lavoro, possono darti delle referenze o, un giorno, perfino assumerti.
- LAVORA “GRATIS”: Questo è utile per i freelance e non. Proponiti ad un azienda e offrigli un servizio gratis poi se all’azienda gli piace cambia le carte in tavola e metti un prezzo ai prossimi lavori che farai.
- FAI DELLA FORMAZIONE: Iscriverti a un corso o prendere un attestato può sviluppare le tue competenze, connetterti con persone che condividono la tua stessa passione e rafforzare il tuo curriculum.
- ESALTA LE TUE COMPETENZE UTILI: Spiega come la tua attività passata si colleghi a quella che ti appresti a fare esaltando le tue competenze utili.
PERCHÈ DELLE AZIENDE RIFIUTANO?- L’offerta non è specifica o non riguarda un campo per cui voglio o mi serve aiuto. In che modo vuoi aiutarmi, di preciso? Vuoi occuparti di qualcosa che mi interessa e che ancora non abbiamo fatto?
- Per inserire questa persona nel nostro organigramma, e formarlo, ci vorrebbe troppo lavoro. Ti sei già occupato di cose simili? Come faccio a sapere di potermi fidare?
- Non conosco il richiedente.
ADDIO GENTILE
Quando ti dimetti dai il giusto preavviso per far organizzare l’azienda
IMPRENDITORIA SERIALE
Un imprenditore seriale avvia un’attività, la fa crescere fino a renderla redditizia e, poi, vendendo tutto o assumendo persone che lo aiutino nella gestione. A quel punto, fondano una nuova azienda in un altro settore e cominciano da capo.
MISURARSI CON LA FENICE
Fai le cose in modo spontaneamente sequenziale? Ami puntare su una sola materia per un lungo periodo? Vediamo come potrebbe essere la tua vita se dovessi adottare il modello della Fenice.
COSA FARESTI SE AVESSI PIÙ DI UNA VITA?
Ti hanno dato per magia 10 vite e puoi essere qualunque cosa tu voglia in ciascuna di esse. Cosa saresti? Fai una lista (se serve, puoi anche considerarne più di 10).
INDIVIDUA LE TUE PRIORITÀ
Sottolinea da una a 3 carriere presenti nel tuo elenco, che non vedi l’ora di intraprendere.
PENSACI E CERCA STRATEGIE PER INSERIRTI
Per ogni carriera sottolineata, chiediti:
- Conosco qualcuno che lavora o ha contatti in questo settore?
- Ci sono eventi in programma che riguardano questo ambito, a cui posso partecipare?
- Dove posso fare volontariato?
- Posso occuparmene in veste di freelance? Se la risposta è affermativa, c’è un piccolo imprenditore per il quale mi piacerebbe lavorare gratis?
- Quanta formazione richiede questa professione? C’è un corso a cui posso iscrivermi?
- Quali competenze possiedo che posso già sfruttare in questo nuovo contesto?
ELENCA IPOTETICI PROGETTI COLLATERALI
Su un foglio nuovo fai una lista di tutti i progetti collaterali a cui partecipi in questo periodo o che avresti sempre voluto fare. Ce n’è qualcuno che può trasformarsi in lavoro? Ti piacerebbe monetizzarli?
QUALI DIFFICOLTÀ VORRESTI RISOLVERE?
Uno dei modi migliori per individuare ipotesi di attività professionali è pensare ai problemi che ti trovi a vivere tu o la gente che hai intorno. Procurati un taccuino e comincia a scrivere quelli che osservi e le possibili soluzioni che ti vengono in mente.
PASSARE ALL’AZIONE
- Fatti un auto analisi a metà giornata lavorativa e leggi i segnali del tuo corpo per capire come stai.
- Cerca nella tua rete di contatti qualcuno che possa darti una dritta su come diventare cio che vuoi essere
- Cerca qualcuno per cui ti piacerebbe lavorare e individua qualcosa che sta già facendo e che tu potresti aiutare a migliorare.
TERZA PARTE – ESSERE PRODUTTIVI
CAPITOLO 9 – ESSERE PRODUTTIVI IN MODO PERSONALE
Essere produttivi significa intraprendere le azioni che ci avvicinano ai nostri obiettivi. Per molti di noi, la produttività è legata alla felicità e persino all’autostima.
COSTRUIRE UN MODELLO PERSONALIZZATO DI PRODUTTIVITÀ:
1) SCEGLIERE UN AMBITO SU CUI CONCENTRARSI.
Se perdiamo interesse, sarà perché abbiamo ottenuto quello che volevamo e, a quel punto, abbiamo bisogno di aprire la nostra vita ad altre passioni e a nuove avventure.
Quando decidi di imboccare una determinata strada, non puoi sapere in anticipo cosa succederà. Il tuo amore per il progetto che hai appena individuato potrebbe durare anni o svanire in fretta.
Non sarà tempo buttato perché capirai che c’è altro che ti interessa.
È importante ascoltare il cuore e avere coraggio.
ESERCIZIO: Prendi una penna e un foglio. Cominciamo a dividere i progetti a cui potresti dedicare il tuo tempo in 2 categorie:
- PRIORITARI: Qui inserisci le cose che ti entusiasmano e stai attualmente portando avanti. Possono essere progetti personali o di lavoro, materie che stai studiando, competenze che stai acquisendo, attività che ti piacciono; o anche obiettivi più ampi, migliorare, per esempio, la tua salute o rafforzare la relazione con il partner.
- IN ATTESA: In questa categoria inserisci quel che ti entusiasma, ma che non hai ancora intrapreso. Metti in lista qualunque cosa hai fatto anche a tempo perso, dai progetti dormienti alle attività ancora non realizzate. Anche in questo caso, può trattarsi di una sorta di lavoro o di un progetto personale, qualche materia di studio o un obiettivo. Questa lista può essere lunga quanto ti pare. Anzi, sentiti libero di lasciarla bene in vista dopo aver fatto l’esercizio. Ogni volta che qualcosa di nuovo ti colpisce, aggiungila
Questi progetti gli devi fare uno spazio loro, adattandoli ai tuoi doveri, alla routine e ai lavori meno stimolanti, che non puoi eliminare subito dalla tua vita.
PROGETTI ESALTANTI
- Quanti ne hai in questo periodo, che sono prioritari? Un buon punto di partenza è averne da uno a cinque prioritari, insieme.
- Come ti sembra questo numero? Negli ultimi tempi hai provato un senso di oppressione cercando più varietà? Hai il numero giusto di progetti attivi, utili per sentirti vivo e in equilibrio?
- Credi in questo momento di avere troppi progetti prioritari? Chiediti, allora, se puoi spostarne qualcuno dietro le quinte. Se non riesci a dedicare meno tempo a nessuno, è possibile che uno di loro si esaurisca presto in modo naturale? In caso negativo, fai un piano per metterne qualcuno nel cassetto quanto prima possibile.
Se ti sembra di voler dare priorità a più progetti, dai un’occhiata a quelli che hai messo in attesa. Scegline uno da quella lista su cui vorresti concentrarti; con cui, magari, ti trastulli da un po’, verificalo mediante il diagramma di flusso della pagina seguente:
- Quando sarai soddisfatto del numero di progetti che hai sul piatto, prendi un foglio nuovo. Disegna dei cerchi per ciascuno di essi. Al centro di ogni cerchio descrivi il progetto in poche parole. Ti faccio un esempio:
- Facoltativo: attacca questo foglio al muro accanto alla tua scrivania o dovunque lavori.
- Ogni volta che sei pronto a metterne da parte uno per un certo periodo, scegliene uno nuovo in attesa e verificalo mediante il diagramma precedente.
E SE VUOI LAVORARE AD UN PROGETTO IN ATTESA DIETRO LE QUINTE?
Se vogliamo permetterci di mettere in cantiere uno o tutti i progetti stimolanti che aspettano dietro le quinte prima è meglio porsi qualche limite. Non vogliamo perdere completamente il filo della storia, perché anche questo sarebbe un problema, ma bilanciare il bisogno di esplorazione con il desiderio di fare passi avanti.
2) TROVARE IL TEMPO
QUANDO LAVORARE
Tutti hanno certi momenti della giornata in cui si ha l’energia creativa che arriva al massimo livello. È in questi momenti ottimali che dovremmo lavorare ai nostri progetti più importanti. Per lo stesso principio, ci saranno ore del giorno in cui è più probabile avere cali di energia e non riuscire a combinare niente.
Ascolta il tuo corpo. Che sensazioni hai durante il giorno? Comincia ad annotare i tuoi ritmi creativi ed energetici. A che ora ti senti più stimolato? Quando sei più stanco? Ci sono attività precise che ti piace fare a orari diversi? Forse quella creativa preferisce la mattina e il lavoro amministrativo o di squadra il pomeriggio.
Aspettare l’ispirazione per passare all’azione spesso è solo una forma nascosta di resistenza.
AGENDE TROPPO PIENE E COME FARE
Se la nostra agenda non ci permette di farlo nei frangenti migliori (o non ci garantisce il tempo minimo), quando dovremmo lavorare a quelli che riteniamo prioritari? La risposta è: ogni volta che possiamo.
AGENDA DUTTILE
Hai scelto i progetti che vuoi fare ora devi farti queste domande:
- Qual è il più urgente?
- Quale richiede maggiore attenzione, per qualsiasi motivo?
- Qual è che ti ispira di più?
Dopo aver scelto, procedi! Lavora soltanto su quello (non fare altro contemporaneamente), finché non ti stanchi, non completi quello che ti sei proposto o non hai più tempo. A questo punto puoi:
- Fare una pausa e tornare allo stesso progetto.
- Interromperlo definitivamente.
- Passare a un altro tra quelli prioritari che hai già individuato (ovviamente, prima puoi riposarti un po’)
AGENDA PROGRAMMATA
Diversamente dal duttile qui si programma in fasce orarie le attività da fare.
ESEMPIO: 9 alle 10 scrittura romanzo, 11 alle 11 30 riposo
IMMERSIONE IN UN PROGETTO
Dedicare un periodo di tempo un mese, una settimana o persino un weekend a un singolo progetto è un modo potente per farlo progredire davvero.
IMMERSIONE PROLUNGATA
Forse non hai bisogno di farti un’agenda per ogni giorno della tua vita. Il tuo assetto ideale consiste, magari, semplicemente nel seguire il tuo unico progetto prioritario finché non raggiungi il traguardo.
3) SAPERE QUANDO SMETTERE
Noi multipotenziali smettiamo quando quel progetto non ci da più niente (diventa troppo facile e non ci crea più stimoli) ed è quello il traguardo, piuttosto che arrivare fino in fondo al traguardo come le persone non multipotenziali.
“Quello che cercavi” potrebbe essere il completamento di un progetto o qualcosa di più personale, come sviluppare una competenza, padroneggiare un argomento o esprimerti con creatività.
TRAGUARDO PERSONALE VS RESISTENZA
A mano a mano che ti avvicini al tuo traguardo, è probabile subentrino la noia e il rigetto, i modi in cui la mente ti fa sapere che è tempo di andare oltre.
Tuttavia, c’è un’altra forza che può generare sintomi incredibilmente simili: la resistenza, la forza interiore che vuole tenerci al sicuro e prova a impedirci di smuovere le acque, di agire e prenderci dei rischi (anche creativi).
La resistenza nasce da nobili propositi, ma può ostacolare la nostra capacità di passare all’azione.
Può assumere varie forme, inclusa quella della paura, dell’auto-sabotaggio, della disposizione all’eterno rinvio e dell’insofferenza verso di sé.
COME DISTINGUERE TRAGUARDO PERSONALE E RESISTENZA
Il segreto per distinguere queste due forze è stare attento a come ti senti fisicamente ed emotivamente, perché i loro effetti sul corpo sono diversi. Di solito la resistenza arriva a gran velocità ed è molto intensa.
Ti spinge a mollare tutto all’istante. Il raggiungimento del traguardo personale si esprime, invece, nella crescente consapevolezza di aver imparato o portato a termine tutto quello che ti serviva in un determinato ambito e, in sostanza, di aver praticamente compiuto la missione .
DOMANDE PER CAPIRE SE È RESISTENZA O TRAGUARDO PERSONALE
- Oltre alla noia provi anche entusiasmo? O è davvero soltanto noia?
- Pensare al tuo progetto ti fa venire il panico o, piuttosto, senti un vago disagio?
- Il desiderio di mollare si è insinuato lentamente o ti ha assalito come l’onda di un maremoto?
- Non sei più sicuro di te e della tua capacità di perseguire il tuo progetto?
- Quanto è stimolante ora e quanto lo era quando hai cominciato?
- In questo momento ti stai sforzando, o è diventato tutto più facile (anche troppo)?
4) METTERSI ALL OPERA
A volte devi quasi ingannare te stesso per convincerti in qualche modo ad affrontare un progetto prioritario che consideri importante.
ESSERE POSITIVO PRIMA DI METTERTI ALL’OPERA
Ecco degli strumenti che puoi provare singolarmente o combinandoli, come parte di un rito prelavorativo:
- MEDITAZIONE
- ESERCIZIO FISICO
- GRATITUDINE
- VISUALIZZAZIONE: pensa ai tuoi progetti prioritari, uno alla volta. Non riflettere su tutti i compiti che ti aspettano per realizzarli. Concentrati, invece, sulla visione di insieme. Se stai cercando di aprire un negozio di camicie, immagina come ti sentirai il giorno in cui farai l’inaugurazione o venderai il primo capo.
- MODELLA IL TUO AMBIENTE: fai tutto ciò che serve perché lo spazio intorno a te favorisca la creatività.
IMPOSTA UN TIMER:
- Tecnica pomodoro
- Impazzisci per cinque minuti:: se hai difficoltà a cominciare, imposta il timer a cinque minuti e lavora come un matto a uno dei tuoi progetti. Terminato il tempo, fermati pure. Spesso ti accorgerai che, dopo aver rotto il ghiaccio, vorrai andare avanti (se invece ti fermerai, non c’è niente di male.)
- Tecnica della “Prima cosa che avviene”:: imposta il timer su un certo tempo, dicendoti che smetterai di lavorare quando completerai un determinato compito oppure quando finirà il tempo, a seconda di quel che accadrà prima.
STATO DI FLUSSO
Quando ti capita di entrare nel flusso, fai attenzione. Che tipo di abitudini, rituali e ambienti lo hanno favorito?
STRUMENTI PER LE GIORNATE INFRUTTUOSE:
- ABBASSA LE ASPETTATIVE Invece di riempire un foglio con le mille cose che vuoi concludere in ventiquattro ore, fai un patto con te stesso, dicendoti che se riesci a portare a termine buona parte del lavoro utile a uno dei tuoi progetti prioritari, sarai soddisfatto.
- ANNOTARE LE PICCOLE VITTORIE
- Annota le piccole vittorie ogni volta che le conquisti o alla fine di ogni sessione di lavoro.
- Concentrati sulle tue iniziative, più che sulle risposte che hai ottenuto dagli altri. Per esempio, meglio scrivere “ho piazzato un articolo su una rivista” che “il mio articolo è stato accettato da una rivista”,
3. TROVA UN AMICO CON CUI CONFIDARTI
4. LIBERA LE EMOZIONI: se sei molto bloccato mentalmente: - Entra in una stanza da solo e liberati delle frustrazioni gridando, picchiando il cuscino.
- Scrivendo qualsiasi cosa sul diario senza censurarti.
5. FAI UNA PAUSA - Se il lavoro non ingrana concediti del tempo per accumulare le tue energie.
CAPITOLO 10 – PAURA E FIDUCIA IN SE
DIFFICOLTÀ MULTIPOTENZIALE
- Mancanza di insegnamenti specifici. Nessuno ci ha insegnato in che modo si possono realizzare carriere poliedriche e sostenibili..
- Nell’accumularsi di troppi impegni.
- Scarsa fiducia in sé perché lasciamo che la paura dei giudizi altrui ci blocchi in lavori ormai inutili e identità troppo ristrette per il nostro innato eclettismo.
- I familiari che ci giudicano e vogliono per noi una vita più tranquilla.
DISTURBI DEI MULTIPOTENZIALI
1) SENSO DI COLPA E VERGOGNA
Spendi risorse come tempo e soldi un un progetto e poi ti annoia e lì ti senti inutile
AFFRONTARE QUESTE INSICUREZZE
- Sei un multipotenziale, questi mutamenti sono perfettamente sensati.
- Ti aspetta un futuro più esaltante. Lasciare andare il vecchio ti rende libero di passare alla tua prossima, incredibile avventura.
- Tu non sei quello che fai. I cambiamenti non devono sgretolare la percezione della tua identità.
- Correggi le tue aspettative. D’ora in poi, prova a gettarti nelle nuove imprese con le giuste aspirazioni.
2) IL DISAGIO DI ESSERE SEMPRE UN ESORDIENTE
COME RISOLVERLO
- Capire che l’incompetenza è una prima fase necessaria. L’inesperienza è una fase inevitabile del processo che ti porterà, domani, a essere un esperto
- Annota le tue piccole vittorie
- Lavora di meno, ma più spesso. Essere occupati per periodi di tempo più brevi, ma più frequenti, faciliterà il processo di assimilazione e il funzionamento di quel muscolo che è la memoria, limitando le frustrazioni.Sii gentile con te stesso, l’incoraggiamento positivo è molto più efficace dei rimproveri.
3) LA PAURA DI NON ESSERE IL MIGLIORE
Perché dovrebbero assumere me invece di uno più specializzato?
AFFRONTARE INSICUREZZA
- Essere efficienti è più importante che essere i migliori. Concentrati per dare il massimo e per rendere felice il tuo pubblico
- È impossibile essere davvero il migliore. Ci sarà sempre qualcuno più bravo di te
- Il problema potrebbe essere che non ti sai vendere. Che cosa puoi fare per loro? Spiega come le le qualità e gli aspetti del tuo percorso eclettico ti rendono più adatto al lavoro da svolgere.
- Sei un esperto finché qualcuno non dice il contrario e, in genere, non lo fa nessuno
4) LA MALATTIA DELL’IMPOSTORE
Pensi che quello che hai non te lo meriti
SOLUZIONI
- Se fossi un impostore, non avresti la sindrome dell’impostore. Se ogni tanto dubiti di te stesso, sappi che appartieni alla categoria giusta.
- Concentrati soltanto sul lavoro. La sindrome nasce quando cominciamo a preoccuparci di cosa possono pensare o dire gli altri di noi.
- Tutti si sentono così a volte
CHI TI CRITICA?
Primo, chiediti chi è il “critico”. È un amico intimo o un familiare, una persona che conosci di vista, un collega o il tuo capo? Quanto conta il rapporto con lui? La sua presenza è positiva per la tua vita?
Se a disapprovare sono un genitore, un amico intimo o qualcuno che per te conta, vale la pena di aiutarli a capire quel che stai facendo. Se si tratta di conoscenti lontani o persone di cui non ti importa, potrebbe essere più facile (e piacevole) non spiegare come sei fatto e non cercare la loro approvazione.
AMICI
Si dice che un individuo sia il prodotto dei suoi cinque amici più intimi.
Trova chi ti può far crescere e abbandona chi ti fa affondare
DI CHE COSA TI OCCUPI?
- Rispondere con una battuta secca, che potrebbe non includere tutto quello che fai, ma è facile da capire (esempio: “Sono biologo marino)
- Tentare una replica meno convenzionale, ma più accurata, attorno a cui probabilmente ruoterà la conversazione.
MAPPA MENTALE:



